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—Rubrica Europa pag. 7
—I consigli della psicologa pag. 7
—Rubrica della salute pag. 7
CASTAGNA
M O B I L I
di Gaetano Luciano
La svolta del popolo di centrosinistra
Sembra che la richiesta di avere osservatori
dell’ONU (Organizzazione Nazioni Unite) a Piscopio
per il 14 ottobre, giorno delle primarie per la costituente
Nazionale e Regionale del nuovo Partito Democratico, non
sia stata accolta per un vizio di forma. La richiesta è pervenuta con
una firma illeggibile. Da una prima valutazione dell’Intelligence
internazionale, che si è avvalsa della professionalità dei RIS di
Messina, sembra che l’autore della missiva sia un ambidestro.
A favore della non ingerenza ha giocato anche la constatazione che
la corsa per la Costituente Regionale vede la partecipazione di un
unico concorrente: il vice ministro degli Affari Interni, Marco
Minniti. Chi meglio di lui potrà garantire trasparenza e legalità in
questa competizione che ha tutte le caratteristiche di un voto
amministrativo?
A Piscopio, per quanto riguarda la provincia di Vibo Valentia, e, più
propriamente, per il Collegio n° 11, si gioca il destino del futuro
Partito Democratico. Tutti contro l’enfant terrible Pietro Giamborino.
Nuovi e vecchi avversari politici si sono alleati per tentare di dare
una “lezione” al Consigliere Regionale che, cresciuto all’ombra della
Democrazia Cristiana di Franco Cosentino e di Antonino Murmura
negli anni ottanta, ha spiccato il volo, alleandosi di volta in volta con
i massimi rappresentanti istituzionali: da Enzo Romeo a Gaetano
Bruni. A chi lo ha accusato di incoerenza e scarsa riconoscenza (la
politica è la negazione della gratitudine) ha sempre ricordato che nei
momenti cruciali è stato sempre con il Partito e con le sue ragioni.
E, a tal proposito, ricorda che in nome delle ragioni politiche ha
abbandonato al suo destino il suo amico Enzo Romeo, sostenendo la
candidatura di Ottavio Gaetano Bruni alla Presidenza
dell’Amministrazione Provinciale e, di recente, ha lasciato quest’ultimo
amico pur continuando a militare nella formazione politica
nata dal Partito Popolare: “ la Margherita”.
Lui non è ingrato come altri, protetti e sponsorizzati, anche da lui, e
che ora vivacchiano all’ombra del Presidente dell’Amministrazione
Provinciale. Lui non è come il Consigliere provinciale e Sindaco di
Filadelfia che, fiutato l’odore di un assessorato alla provincia, s’è trasferito
armi e bagagli, senza profferire parole, con l’astro nascente
della provincia reggina Demetrio Naccari Carlizzi, appartenente alla
cordata regionale che fa riferimento, in fin dei conti, ad Agazio
Loiero, leader del nostro Gaetano Bruni.
I risultati di Piscopio sono attesi con ansia da tutti i vibonesi; le sorti
e i destini delle politiche di sviluppo di un’intera comunità dipenderanno
dal responso delle urne. Qui non c’è il centrosinistra contro il
centrodestra. La partita si gioca tutta all’interno dello stesso schieramento.
File di elettrici e di elettori di Piscopio, muniti di un euro,
avranno la responsabilità del futuro delle nostre contrade. Qui non
si sta costruendo il Partito Democratico, ma una miriade di partitini
ognuno con la propria identità politica, pardon, personale. Speriamo
che in questa occasione non faccia capolino da questa parti una
certa stampa (Corriere della Sera, Anno Zero, W l’Italia, Ballarò e
quant’altro) palesemente nemica delle ragioni della Calabria e del
Meridione. Se Piscopio fosse un caso isolato, potremmo permetterci
il lusso di sorridere. Purtroppo, gli osservatori dell’ONU e in subordine
quelli del Comunità Europea sono stati richiesti per Briatico, per
Dinami, per Mileto, per Serra San Bruno, per Satriano, per Filadelfia.e
ultimamente per Maierato e Nardodipace. Consoliamoci, nel resto
delle altre province calabresi la situazione non è migliore. L’unica
cosa su cui i contendenti, per pudore, dovrebbero essere d’accordo è
quella di non chiedere aiuto e complicità ai grandi elettori dello
schieramento del centrodestra. Sarebbe oltre modo indecente,
anche se il nostro stomaco è ormai assuefatto al voto di scambio:
forse per questo non continuiamo a scandalizzarci quando i media
parlano di queste cose. Per noi è ormai una questione di “costume
nostrano” che fa parte di un bagaglio intriso d’illegalità diffusa.
Comunque, staremo a vedere gli esiti del duello e quello che ci riserveranno
i duellanti dopo il 14 ottobre.
Piscopio, il PD e
l’ombelico del mondo
Domani è un giorno importante per il popolo di centrosinistra del
nostro Paese. Con l’elezione di Walter Veltroni in Italia e Marco
Minniti in Calabria, prenderà finalmente forma un progetto politico
che nell’Unione si
coltiva da tempo. Lo
abbiamo detto più
volte che si tratta di
un’opportunità, intanto,
per remare contro il
vento dell’antipolitica,
quanto, per tentare di
gettare le basi della
buona politica che in
regioni povere come la
nostra è in crisi perenne.
Durante questa
“strana” campagna
elettorale, ormai conclusa,
è stata da tutti
indifferentemente prospettata
la possibilità
di gettare le basi per
realizzare un nuovo
futuro. Un nuovo
modello intriso da
sicurezza, legalità, sviluppo
e occupazione.
Cosicché il vento di
una nuova democrazia
- quella con la “D”
maiuscola e senza la
“C” per compagna -
sarà la garanzia di
maggiori certezze non
solo per “compagni “
ed “amici”, ma in special
modo per le fasce
più deboli della popolazione
tra i quali vi
sono gli anziani, i giovani
disoccupati, i
diversamente abili.
Viene da chiedersi però
come farà Marco Minniti nella duplice veste di Vice Ministro agli
Interni e segretario del Pd in Calabria a conciliare gli impegni
così delicati di quel dicastero e quelli strettamente politici legati
alla non facile impresa di fare sedere tutti a un tavolo per un
progetto comune. E sarà un’impresa non facile tanto per Veltroni,
quanto per Bruni.
Queste primarie hanno
sicuramente coinvolto
e trascineranno domani
alle urne un’immensa
truppa di votanti,
molti dei quali, sono
stati abilmente convinti
a dare il loro consenso
ai numerosi candidati
parenti, amici o
sostenitori. In Italia gli
aspiranti componenti
dei comitati nazionali
e regionali sono un’invidiabile
armata di
circa 500.000: è da
sprovveduti pensare
che saranno soltanto
un milione gli elettori.
E sotto quest’aspetto
per i promotori dell’iniziativa
sarà un
grande successo che
infiammerà ancor più
gli animi di quanti si
sono impegnati e
soprattutto rafforzerà
poteri e prerogative di
ciascun leader. Già, il
leader! In italiano sta
per capo. E il capo è
quello che comanda,
che impone le regole e
le scelte. L’unica speranza
per tutte le persone
oneste è che il
capo in questo
momento che deve
costituire la svolta per
il centrosinistra, non pensi solo a se stesso, ma si adoperi – d’ora
in avanti - per i reali bisogni dell’intera collettività.
Verso il Pd
La Camera di Commercio e gli effetti di Basilea 2 nel rapporto tra banche ed imprese
Rapporto banca imprese,
una nota spesso
dolente nei processi di
sviluppo economico e
sociale, un confronto
necessario ma condotto
con linguaggi diversi
incardinati su solidità e
garanzie per l’una,
liquidità e fiducia per
l’altra. Su un dualismo
che sembra a volte
insormontabile si gioca
spesso la crescita, l’innovazione,
la competitività del sistema
economico e produttivo locale
che vuole tenacemente non stare ai
margini dei moderni meccanismi
della gloabalizzazione. Conoscersi
per capirsi e darsi fiducia, un percorso
necessario per rispondere alle
logiche del mercato. Un percorso che
la Camera di Commercio di Vibo
Valentia ha proposto a sistema
imprenditoriale locale e sistema
bancario, con l’obiettivo di promuovere
un dialogo chiaro, costante e
produttivo. Un’intera giornata, quella
dello scorso 10 Ottobre, che l’Ente
camerale, presso la propria sede, ha
destinato all’incontro di questi due
principali attori, con
due importanti iniziative:
la presentazione
del rapporto su:
“L’affidabilità delle
imprese nella provincia
di Vibo Valentia” -
realizzato in collaborazione
con il
Consorzio per il
Credito e la Finanza di
Milano – e nel corso
del pomeriggio, il
seminario di formazione
e approfondimento “Basilea 2:
il nuovo approccio banca-imprese”.
Conoscere le tematiche relative
all’accesso al credito da parte delle
piccole e medie imprese e l’ampio
processo di riforma normativa e
regolamentare che investe il sistema
del credito italiano e internazionale
è, oggi, sempre più importante ai fini
del sostegno allo sviluppo dei sistemi
economici e dei tessuti imprenditoriali
locali.
Le nuove disposizioni in materia
impongono un ripensamento complessivo
delle procedure e delle
modalità di accesso ai capitali per lo
sviluppo delle imprese.
L’affidabilità delle imprese
nella provincia di Vibo Valentia
segue a pagina 2
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