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22 aprile 2006
amministrative in alcuni importanti comuni del territorio.
Ma in città il dibattito è dunque iniziato, sicuramente sollecitato
dal malumore e dal malcontento che è palpabile con mano in
ogni ambiente cittadino, persino all’interno della giunta comu-
nale, per i modesti risultati sino ad ora raggiunti dall’ammini-
strazione di centrosinistra. E il segretario cittadino dei democra-
tici di sinistra è convinto sia necessario dare la carica prima del
tempo, una mossa politica intelligente la sua, perché impedirà ad
altri esponenti politici di altri partiti e movimenti del centrosini-
stra di attaccare quello dei diesse il quale non intende rinunciare
di recitare il suo ruolo di primo attore.
D
urante il periodo trava-
gliato delle candidature
alle politiche il segretario
della federazione provinciale
vibonese dei Democratici di
Sinistra Franco De Luca,
venne più o meno chiara-
mente additato dal presiden-
te dell’Amministrazione
Provinciale Gaetano Bruni,
come l’autore di una “solle-
citazione” fatta ad esponenti
di primo piano dell’Unione
con lo scopo di eludere l’in-
tenzione di inserire l’ex lea-
der della Margherita nelle
postazioni utili della lista alla
Camera dei deputati. Anche
questo un “rospo” che il capo
dell’esecutivo provinciale
non ha ingoiato al punto da
auspicare – con l’intento di
riprendere un dialogo sereno
– addirittura che il segretario
diessino, lasci la guida del
suo partito. Nonostante si
attraversi una fase delicatis-
sima per gli equilibri politici
del territorio specie in consi-
derazione del fatto che il cen-
trosinistra si conferma in
provincia sopra quota 60%,
Bruni non usa mezzi termini:
“De Luca se ne deve anda-
re!”.
E quando gli si pone la
domanda: Presidente quali
novità ci sono in vista? Egli
risponde con il suo solito
tono pacato: “Adesso sono
impegnato per la composi-
zione delle liste nei comuni
in cui si vota per eleggere il
sindaco e per il rinnovo del
consiglio comunale. Per
quanto concerne la situazio-
ne politica più in generale e
che riguarda da vicino questa
Provincia, posso dire di aver
intrapreso una serie di incon-
tri con Agazio Loiero e
Marco Minniti. Abreve,
forse anche prima delle ele-
zioni amministrative, credia-
mo di essere pronti a ripartire
con slancio, per soddisfare le
aspettative di questa popola-
zione - che continua a crede-
re nei nostri progetti e ci da
ancora tanta fiducia - e per
esaudire le esigenze del terri-
torio in vista di un futuro che
sia migliore”.
“Al Comune di Vibo...
Segue dalla prima
Bruni auspica che De Luca lasci la guida dei Ds
Avrebbe sollecitato esponenti dell’Unione a non candidare l’ex leader della Margherita
Gaetano Bruni
Franco De Luca
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Avevano ed avevamo sperato
in tanti che la sanità vibonese
potesse cambiare in meglio.
Specie dopo le brutte notizie
diffuse qualche tempo fa e
dopo la nomina del nuovo
direttore generale Francesco
Talarico. Ma a parte qualche
spiraglio di luce flebile altro
non vi è stato. Oggi, infatti, si
assiste ad una fase di rilassa-
mento ed i problemi vengono
via via sistematicamente a
galla, i nodi al pettine. Una
sanità malata che continua ad
essere irrimediabilmente cura-
ta. Liste di attesa che sfiorano
l’inverosimile, le lamentele
continue del personale medico
e paramedico, situazioni di
intolleranza nei vari presidi
ospedalieri. Ma la vera matas-
sa da sciogliere è e resta la rea-
lizzazione del nuovo ospedale
civile. Se non si chiarisce que-
sta vicenda, continuerà ad
incancrenirsi il dubbio se è più
opportuno procedere alla rige-
nerazione delle cinque struttu-
re ospedaliere esistenti, oppu-
re, risparmiare i denari per
investirli nella nuova e impor-
tante struttura. Bisogna utiliz-
zare e ottimizzare le risorse, e
questo senza dubbio, non deve
tramutarsi nella facile opportu-
nità di effettuare interventi
tampone che risolvono solo
temporaneamente i problemi.
Anche la conferenza dei sinda-
ci deve prendere posizione
cercando di mettere da parte i
soli interessi politici e partitici
nella consapevolezza che con
una sanità a livelli così bassi
non si va da nessuna parte.
Serve poi, rilanciare l’assisten-
za territoriale ottimizzando la
specialistica e limitando la
spesa farmaceutica: bene ha
fatto il direttore generale
Talarico a denunciare pubbli-
camente la questione nei gior-
ni scorsi. E’, infatti, inconcepi-
bile che in questo territorio si
spendano almeno trenta
miliardi all’anno in più delle
vecchie lire. E nel mentre biso-
gna attivarsi per fare in modo
che territorio ed ospedale
vadano di pari passo è neces-
sario fare capire alla popola-
zione che deve pretendere
un’assistenza adeguata da
parte dei convenzionati: sono
circa 500 (tra medici di base,
laboratori e specialisti) ai quali
l’Asl riconosce uno stipendio,
un rimborso o un’indennità.
Sono loro che debbono garan-
tire prima dei 1800 dipendenti,
tra personale medico e para-
medico all’interno delle strut-
ture ospedaliere, il buon fun-
zionamento della macchina.
Urge pianificare, allora se si
vuole operare una inversione
di tendenza. Serve pianificare
il futuro che altrimenti rimarrà
incerto per molto tempo anco-
ra. Sollevando altri polveroni,
altri argomenti vergogna e casi
da “Striscia”. E, soprattutto,
generando un malcontento che
se si radica diventa pericoloso
per tutti. Con la vita delle per-
sone di questa terra sfortunata
non è possibile più scherzare.
Per invertire la tendenza bisogna sedersi attorno a un tavolo e programmare la svolta
Urge un piano peruna sanità migliore
Francesco Talarico
A
desso che l’Ufficio
Centrale Circoscrizionale
ha assegnato all’Unione di
Romano Prodi la vittoria e il
premio di maggioranza alla
Camera dei Deputati con una
differenza di circa 25.000 voti
rispetto alla coalizione di cen-
trodestra di Silvio Berlusconi,
finalmente si saprà come andrà
a finire in Calabria ed in parti-
colare in questa provincia,
dove per le varie rinunce, tra i
più accreditati a sedere nei ban-
chi del Parlamento Italiano, c’è
il vibonese Niuccio
Mangialavori, di Forza Italia.
In merito alla sua possibile par-
tenza per Roma, il deputato
dell’Udc, Michele Ranieli, il
quale non essendo stato candi-
dato ed avendo scelto in questa
campagna elettorale di passare
con gli azzurri sostenendo la
candidatura del noto medico
analista, asserisce che
“Vibo
Valentia non può essere scip-
pata dell’unico parlamentare
che la città e il suo comprenso-
rio possono avere. Mi auguro
che questo lo capiscano innan-
zitutto Giancarlo Pittelli, Gegé
Caligiuri e Antonio Gentile che
sono i veri riferimenti del par-
tito del Cavaliere in Calabria.
Se Forza Italia, che anche in
questo territorio è stato confer-
mato come primo punto di rife-
rimento dei cittadini, ha in
mente di voler favorire la cre-
scita del vibonese –
prosegue
Ranieli –
non può rinunciare di
condividere l’idea che alla
Michele Ranieli: Vibo
non può essere scippata
Per il deputato auspicabile che Mangialavori
rappresentasse il territorio in Parlamento
Camera dei deputati è neces-
saria la presenza di un espo-
nente politico di questo territo-
rio che ha già ampiamente
dimostrato, non solo come
assessore regionale, di essere
vicino ai giovani, alle persone
più bisognose e più complessi-
vamente, a tutta la popolazio-
ne”. “Del resto la mia decisio-
ne di sostenere Mangialavori
in queste elezioni –
afferma
ancora il deputato
– è scaturita
dal fatto che, alla luce di quan-
to si era verificato, il candida-
to forzista era l’unico vibonese
ad avere reali possibilità di
essere eletto e pertanto, il mio
impegno, si è moltiplicato pro-
prio in ragione di questa
opportunità”
.
Ranieli è un fiume in piena nel
manifestare il suo auspicio sino
a quanto non lo interrompiamo
con una domanda:
“Ma finita
l’esperienza parlamentare e
dopo l’adesione a Forza
Italia, quale prossimo futuro
l’attende?”
; ed egli, senza
alcuna indecisione, risponde
così:
“Ho già avuto modo di
dichiarare che il tragitto politi-
co, che ho percorso tutto, fini-
sce qui. Mi sento già impegna-
to per meglio organizzare la
mia professione di avvocato
con l’avvio di una struttura,
uno studio legale polifunziona-
le nel quale saranno resi servi-
zi in materia di diritto civile,
tributario, amministrativo,
matrimoniale e soprattutto
Niuccio Mangialavori
penale: la mia lunga espe-
rienza come avvocato penali-
sta, che mi ha portato a trat-
tare casi delicati in molti tri-
bunali della Nazione, costitui-
sce un punto di eccellenza che
senz’altro produrrà molte sod-
disfazioni non solo alla mia
persona. Ma in tutta sencerità
–
conclude l’ex leader dell’Udc
vibonese
– sono disponibile a
dare ancora il mio contributo
per riorganizzare la politica in
una provincia e in un comune
capoluogo dove, se non si fa in
fretta ad intervenire per inver-
tire una tendenza, c’è il rischio
di rimanere emarginati ancora
per tantissimo tempo senza
alcuna prospettiva non solo
per il futuro dei nostri figli ma
anche per quello dei nostri
nipoti”
.
... il tragitto politico, che ho percorso
tutto, finisce qui.
Mi sento già impegnato per meglio
organizzare la mia professione di
avvocato con l’avvio di una struttura,
uno studio legale polifunzionale...
Michele Ranieli
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