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22 aprile 2006
Spazio autogestito dall’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia
Vuoi partecipare ad un progetto
sociale perla tua città?
Decidi di devolvere il 5°/oo dell’IRPEFa sostegno delle attività sociali del Tuo Comune!
Come fare?
Nei modelli relativi alle dichiarazioni dei redditi (CUD, 730 ed Unico Persone Fisiche) è disponibile una apposita scheda integrativa per la
destinazione del 5°/oo dell’Irpef. Non comporta alcun esborso per il contribuente né è sostitutiva dell’attribuzione dell’8°/oo.
Cosa fare?
È sufficiente: apporre una firma nella scheda integrativa sotto la voce “ATTIVITA’SOCIALI SVOLTE DALCOMUNE DI RESIDENZA
DELCONTRIBUENTE”; presentare la scheda integrativa, entro la scadenza prevista per le dichiarazioni fiscali, in busta chiusa allo spor-
tello di una banca o di un ufficio postale o ad un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, professionista).
ATTENZIONE
La busta deve recare l’indicazione “SCELTAPER LADESTINAZIONE DELCINQUE PER MILLE DELL’IRPEF” nonché il CODICE
FISCALE ed il NOME e COGNOME del contribuente.
L’amministrazione fa affidamento sulla sensibilità e sullo spirito di solidarietà dei suoi cittadini che, certamente, vorranno consentire al pro-
prio comune la disponibilità di maggiori risorse da destinare ad attività sociali
finalizzate ad interventi a favore delle fasce più deboli.
ECCO UN
ESEMPIO
Politica e Amministrazione locale
a cura di Domenico Primerano*
(
La riorganizzazione dell’Ente
attraverso la riprogettazione dei
processi)
L
e risorse umane sono la
fonte del vantaggio com-
petitivo delle aziende pubbli-
che o private e delle nazioni.
Ma le tecniche e le politiche
con cui l’azienda gestisce la
selezione, la formazione e lo
sviluppo, l’organizzazione del
lavoro, la valutazione la retri-
buzione e la partecipazione
possono effettivamente modi-
ficare il posizionamento com-
petitivo? Nell’era della globa-
lizzazione, gli Enti locali
hanno, ormai intrapresoun
cammino di rinnovamento radi-
cale e profondo, dove non basta
parlare di miglioramento della
gestione, controllare la spesa o
adeguare la tecnologia esisten-
te, ma bisogna soprattutto
ripensare la dotazione organica,
la direzione degli uffici e servi-
zi ed il monitoraggio sulla
gestione delle risorse e sui ser-
vizi forniti ai cittadini . E’ormai
passato il tempo in cui per cam-
biare bisognava attendere le
norme e, dopo un congruo
periodo di assimilazione, qual-
cosa, a volte, si muoveva; ora lo
scenario attuale impone che il
cambiamento venga già previ-
sto prima che la norma lo regola-
menti.
Trasformare la pubblica
amministrazione
L’obiettivo è quindi quello di tra-
sformare l’azienda pubblica da
soggetto passivo di norme nazio-
nali e regionali a volano della
comunità. Atal fine è necessaria
l’introduzione di una metodolo-
gia di reingegnerizzazione dei
processi aziendali in linea con le
esigenze peculiari della Pubblica
Amministrazione fattore prope-
deutico all’utilizzo delle oppor-
tunità fornite dal vigente sistema
informatico. Ma affinché tutto
ciò sia veramente efficace e pro-
duttivo è necessario innanzi tutto
prevedere una revisione organiz-
zativa dell’ente basata sulla
gestione per processi che porti
ad un modello organizzativo
capace di reagire in modo tem-
pestivo alla mutevole realtà del-
l’ambiente esterno.
I nuovi processi aziendali
Per decenni il modello organiz-
zativo adottato dalla Pubblica
Amministrazione è stato quello
burocratico basato sulla divisio-
ne del lavoro fondata sulla spe-
cializzazione funzionale con una
gerarchia di autorità ben definita
ed un sistema di norme precise.
Le note caratteristiche del
modello burocratico erano:
-suddivisione dell’autorità, for-
malismo nelle relazioni inter-
personali, lavoro e comporta-
menti regolati da procedure e
norme predeterminate, selezio-
ne e promozione fondata sulla
competenza, separazione delle
attività politiche da quelle
amministative, come strutture
ripartite per funzioni. Tutto ciò
ha generato numerose disfun-
zioni e conseguenze inattese
fra le quali:
-la formulazione di regole gene-
rali ed impersonali
-la visibilità dei rapporti di pote-
re e le tensioni interpersonali
-la conoscenza del comporta-
mento minimo accettabile
-il divario fra obiettivi e risultati
-la divisione del lavoro e la spe-
cializzazione funzionale
-l’affidabilità e prevedibilità del
comportamento e di conse-
guenza la rigidità del compor-
tamento
-la difficoltà con gli utenti che
hanno causato inevitabilmente
un abbassamento del livello di
prestazione, la divaricazione
fra obiettivi ed interessi dei sin-
goli ed obiettivi ed interessi
aziendali e l’abuso nell’utilizzo
di regole, applicate impropria-
mente rispetto all’obiettivo per
il quale erano state formulate.
La pubblica amministrazione
oggi?
Oggi la P.A. deve avere la capaci-
tà di leggere innumerevoli varia-
bili della realtà contemporanea, di
ascoltare ed interpretare i segnali
di un ambiente in continua e rapi-
da evoluzione, caratterizzato da
esigenze molteplici e differenzia-
te e dall’uso diffuso delle tecnolo-
gie dell’informazione della
comunicazione, di ricercare e di
elaborare in tempo reale ed in
modo interattivo risposte articola-
te e multisettoriali.
Deve anche progettare ed eroga-
re servizi effettivamente rispon-
denti alle attese dei cittadini e
quindi orientati alla soddisfazio-
ne dei bisogni reali così come
attivare e mobilitare, attraverso
reti interfunzionali ed interistitu-
zionali, segmenti qualificati del
settore pubblico e privato alla
ricerca di soluzioni condivise a
complesse problematiche sociali
e del territorio, realizzando la
convergenza di conoscenze,
competenze e risorse in strategie
dirette alla realizzazione di
obiettivi comuni.
Di fronte a tale sfida l’organizza-
zione va totalmente innovata con
il contributo degli altri attori in
campo, sindacati, ordini profes-
sionali, associazioni ecc.,
mediante una radicale riproget-
tazione che abbia principalmente
le seguenti caratteristiche:
-metodo globale, interdipenden-
za, - sistema aperto, - relazioni
tra i componenti
-ingegneria dei processi, rap-
porto obiettivi/ risultati, sintesi.
E’necessario quindi passare
dalla rappresentazione per fun-
zioni alla rappresentazione per
processi dell’azienda pubblica. Il
potere decisionale deve essere
portato al livello più vicino al cit-
tadino-utente ed affidato a chi
effettivamente conosce e gesti-
sce i processi. Le unità organiz-
zative vanno quindi costruite
non in relazione ai compiti (es.
archivio, protocollo, ecc.), ma
intorno ai processi, la responsa-
bilità della cui gestione deve
essere attribuita in modo integra-
le, diretto e trasparente ad un
unico responsabile del processo
ed alla sua squadra di collabora-
tori polifunzionali o operatori di
processo.
I vantaggi di tale modello orga-
nizzativo sono i seguenti:
- Una diversa attribuzione dei
ruoli e delle responsabilità e
quindi principi diversi di gestio-
ne del potere. In particolare,
cambia il ruolo del vertice, che
deve definire strategie e policies,
del management intermedio, che
fornisce supporto professionale
qualificato e garantisce il coordi-
namento interfunzionale degli
operativi che gestiscono diretta-
mente i processi.
Dirigenza politica e tecnica,
motore di innovazione
Dirigenti motore di innovazione
e sviluppo,agenti del cambia-
mento, diffusori di conoscenze...
“lentamente muore chi diventa
schiavo dell’abitudine ripeten-
do ognigiorno gli stessi percor-
si, chi non cambia la marca, chi
non rischia e cambia colore dei
vestiti, chi non parla a chi non
conosce”
(Pablo Neruda)
IN BREVE
Concessionari del Servizio
Nazionale della Riscossione:
comunque obbligati ad eser-
citare la riscossione coattiva
Alcuni Comuni hanno segna-
lato all’Anci che vi sono
Concessionari del Servizio
nazionale della Riscossione
che si rifiutano di esercitare la
“riscossione coattiva” qualora
il Comune non abbia assegna-
to a loro anche la “riscossione
spontanea”. Si osserva, in pro-
posito, che i suddetti
Concessionari hanno l’obbli-
go di svolgere il servizio di
riscossione coattiva anche nei
casi in cui il Comune abbia
deciso di effettuare in proprio
o mediante altri soggetti l’atti-
vità di riscossione spontanea
delle proprie entrate. La
gestione della riscossione
spontanea e di quella coattiva,
infatti, sono differentemente
disciplinate, rispettivamente,
nel comma 7 e nel comma 6,
dell’art. 3 del D.lgs.
13/04/1999, n.112. I Comuni
possono, di conseguenza, sce-
gliere di svolgere direttamente
o di affidare ad un terzo la sola
riscossione spontanea delle
proprie entrate, senza che il
Concessionario possa rifiutare
di esercitare la riscossione
coattiva.
È questo il parere espresso dal
Ministero delle Finanze, da
ultimo con la Risoluzione del
20/03/2006, n. 42.
*Segretario Generale
Provincia di Catanzaro
Peruna pubblica amministrazione che cambia
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