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22 aprile 2006
I consigli della Psicologa
C
ome in tutte le parti del
mondo ed a maggior
ragione nei piccoli centri
come il vibonese, dove la
possibilità di conoscersi ed
incontrarsi è più alta rispetto
a quelli più grandi, esiste un
sentimento molto subdolo e
ambivalente che alberga in
ognuno di noi, anche se con-
dannato dalla società e non
ammesso da molti. È il senti-
mento annoverato tra i sette
vizi capitali e che Freud rite-
neva fosse, insieme alla ses-
sualità, il motore che fa gira-
re il mondo. Sto parlando
dell’“invidia”, sentimento
tanto spiacevole per chi lo
vive  quanto per la persona
alla quale è rivolto, tanto
distruttivo quanto vitale.
Senza l’invidia indubbia-
mente vivremmo tutti meglio
ma mancherebbe una di
quelle spinte funzionali che
ci permette di agire, in senso
positivo o negativo. La tro-
viamo in tutte le relazioni:
amicali, fraterne, di coppia e
nei rapporti interpersonali in
genere. Per quanto sia sempre
necessaria la presenza di un’al-
tra persona affinché possa veri-
ficarsi, in effetti, l’invidia
nasce da qualcosa che è dentro
di noi, da un bisogno interno e
profondo: è un voler possedere
ciò di cui si sente fortemente la
mancanza o di cui ci si sente
deficitari; è un voler recuperare
la fiducia in sé e l’autostima
attraverso la svalutazione del-
l’altro, metterlo in cattiva luce
per esaltare le proprie qualità
sentite come inferiori. In modo
inconscio, in questo meccani-
smo si scopre nell’altro, parte
di sé ed è per questo motivo
che ne esistono due forme:
quella buona e quella cattiva.
La prima è costruttiva, priva di
odio e può rappresentare un
desiderio di emulazione e può
essere utile a chi la vive per
migliorare in termini di presti-
gio. Quella cattiva, invece, può
essere carica di odio e astio, è
distruttiva perché nel demolire
l’altro non migliora sé stessi,
anzi è sintomo di sofferenza e
malessere, di un grande dis-
pendio di energie. Ora, pensia-
mo cosa tutto questo può scate-
nare all’interno di una coppia
in cui il prestigio personale di
un partner provoca l’invidia
nell’altro. 
L’invidioso non riesce a frena-
re o a gestire in modo adegua-
to il sentimento spiacevole, e
più questo aumenta più si vede
crescere il successo e il benes-
sere dell’altro, portando così ad
odiare ed amare la stessa per-
sona, in un’ambivalenza sen-
timentale dolorosa. Nelle
situazioni estreme arriva a
boicottare il successo dell’a-
mato e a sopraffarlo.
L’invidiato non comprende il
disagio e la situazione dege-
nera. Per evitare di arrivare a
questi estremi è bene prende-
re in tempo la spinta invidio-
sa, comprendere che cosa
nell’altro provoca una riso-
nanza affettiva così forte e
spiacevole e placare gli atteg-
giamenti distruttivi. Fatto
questo, utilizzare l’invidia
positiva e farne di essa stimo-
lo vitale per accrescere le
proprie qualità e a beneficio
della coppia. Laddove si
dovesse presentare odio
sarebbe opportuno ripensare
seriamente al significato attri-
buito alla relazione amorosa,
parlarne con persone compe-
tenti  e non escludere il part-
ner, magari ignaro della sof-
ferenza, da alcuna decisione.
Solo così si può evitare il per-
sistere di un rapporto in cui
vittima e carnefice fissano e
confondono i loro ruoli in
modo del tutto sterile.
Beatrice Armocida 
Psicologa
beatrice_armocida@virgilio.it  
Percontattarmi
personalmente
chiamare il 349.7312665 
Come salvarsi da un partnerinvidiato
P
arte da questo numero la
rubrica “Scuola e dintor-
ni”. Un’impresa difficile, ma
affascinante nello stesso
tempo. Nei primi approcci
alcuni presidi ed insegnanti,
ma soprattutto numerosissimi
studenti, hanno manifestato
grande entusiasmo ed atten-
dono con ansia la nostra visi-
ta nel loro ambiente scolasti-
co. Hanno intenzione di ren-
dere pubblica la loro protesta.
In alcune scuole ancora le
aule non sono sufficienti, in
altre mancano le palestre, in altre ancora i
laboratori. Qui ancora in alcuni istituti si
registra persino la mancanza dei banchi e
delle sedie. Alcuni insegnanti vogliono rac-
contarci che nonostante il loro impegno
all’interno della loro scuola ci sono tante
cose che non vanno e che limitano persino
l’apprendimento dei ragazzi. Ma nella pro-
vincia ci sono scuole che, nonostante tutto,
funzionano anche bene, che organizzano
tante attività, dei fiori all’occhiello come si
suol dire. Ci sono anche istituti di recente
costruzione, che non hanno problemi di
spazi o di sicurezza. Poi ci sono tanti giova-
ni studenti che aspettano d’essere intervista-
ti, che intendono dire cosa vorrebbero fare
nella loro scuola e che invece, viene negato
da un contesto, che nonostante la preparazio-
ne e le buone intenzioni del corpo docente,
continua a penalizzare questa terra. C’è tanta
differenza tra una scuola di
Parma ed una di Filadelfia, tra
un istituto scolastico di
Milano e un’altro di Vibo
Valentia. Tra una piccola
scuola di Trieste e una consi-
mile di una circoscrizione
come quella di Piscopio. E
sarà proprio la piccola scuola
di Piscopio ad interessare i
prossimi servizi con la voce
di chi in quell’ambiente opera
per formare l’ossatura di base
della cultura dei ragazzi vibo-
nesi. Ma nei prossimi servizi
ci occuperemo anche a riportare sensazioni,
pareri sulla legge Moratti per esempio. Il
governo che si insedierà da qui a breve,
provvederà a rimodulare le vigenti disposi-
zioni in materia. Ecco anche questo sarà
motivo per esprimere opinioni e suggeri-
menti per contribuire, anche in piccola parte,
alle future scelte di chi governerà la
Nazione. Ogni commento sarà comunque
utile a suscitare il dibattito, il confronto utile
sempre alla crescita del nostro territorio. Ma
sarà importante soprattutto ascoltare la voce
dei nostri giovani: sono in tanti, nutrono
molte aspettative e si aspettano un futuro
migliore. Proprio da voi, ragazzi, mi aspetto
un contributo di idee e con la vostra parteci-
pazione vi assicuro che sarà più facile spera-
re in un futuro migliore. Alla prossima.
Anna Rita Fortuna
Percontatti 329.6780537
Pianeta “Scuola e dintorni”
Importante il contributo
e la voce dei giovani
E’
in programma per le
18,00 di oggi pome-
riggio a Paravati, presso la
Sala Conferenze della
Fondazione “Cuore
Immacolato di Maria
Rifugio delle Anime”  la
cerimonia di consegna
dei Premi “Custodi della
Memoria” III edizione e
“Custodi della Fede” I
Edizione. Nel corso della
cerimonia sarà presentato il
libro del giornalista
Vincenzo Varone dal titolo
“Cara Mileto…”  interviste
e cronache in punta di
penna.
Il Premio “Custodi della
Memoria” nasce a Mileto
da un’idea della redazione
giornalistica del periodico
“Nuove Dimensioni” con
l’intento di creare un rico-
noscimento da assegnare
annualmente a coloro che
operano e si adoperano per
la conservazione del grande
patrimonio etico, culturale,
artistico, scientifico, stori-
co, ambientale e sociale,
che studiano, approfon-
discono e concretamente
contribuiscono all’affer-
mazione dell’immagine
della nostra terra.
Il coordinamento dei
lavori è stato affidato alla
giornalista Karen Sarlo.
Interventi programmati
dello scrittore Mimmo
Mazzeo e dello storico
Natale Pagano. Allieterà la
serata il soprano Maria
Letizia Bonanno.
Vincenzo Varone presenta
il volume “Cara Mileto…”
Interventi programmati
dello scrittore
Mimmo Mazzeo e dello
storico Natale Pagano
Oggi a Paravati III edizione del Premio “Custodi della Memoria”
 
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