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29 aprile 2006
cile da ingoiare è stato eletto
Senatore della Repubblica con
un risultato che oltre a lusin-
gare l’interessato alla fine
alletta anche Loiero e Bruni.
Le lusinge per l’interessato
crescerebbero a dismisura in
quanto sembrerebbe che l’ex
presidente della provincia di
Reggio Calabria potrebbe
essere promosso, nel governo
Prodi, sottosegretario di stato.
Sebbene non sarebbe del tutto
da escludere un incarico con-
simile per Gaetano Bruni,
magari in un secondo tempo –
anche se il Presidente della
Provincia, nel frattempo però,
avrebbe deciso di impegnarsi
innanzitutto a risolvere le note
vicende locali. Cosicchè la
volata di Fuda farebbe slittare
al Senato l’elezione del nume-
ro due della lista, Pierino
Amato. Ma chi è Pietro
Rosario Amato? E’il consi-
gliere regionale eletto nelle
liste della Margherita, attuale
presidente della terza commis-
sione “Affari sociali, sanitari,
culturali e formativi” il quale,
per garantire la presenza di
Loiero in seno alla massima
assise della Regione si
vedrebbe costretto rinunciare,
suo malgrado e su esplicita
richiesta del Governatore
calabrese, spianando così la
strada a Palazzo Madama a
Franco Petrolo numero tre
della lista che ha come slogan
“non ingoiate il rospo”. Ecco
in sintesi come la città di Vibo
Valentia, ma soprattutto come
Gaetano Ottavio Bruni, man-
derebbe una sua rappresentan-
za a Roma. Una sorta di rivin-
cita per il leader che sancireb-
be, ancora una volta, il suo
strapotere politico in questo
territorio.
Antonello Nusdeo
Segue dalla prima
G
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Cirillo: “Talarico potrebbe operare
una sana e corretta razionalizzazione”
Pietro Rosario Amato
Pietro Giamborino
Franco Petrolo Senatore?
S
ulle problematiche relati-
ve alla sanità vibonese,
sollevate nel precedente
numero del nostro settimana-
le, interviene il segretario
provinciale della CGIL
Funzione Pubblica, Antonio
Cirillo. “
Condivido l’analisi
proposta dal vostro giornale
e sono convinto – sostiene il
sindacalista - che in assenza
di un vero programma i pro-
blemi della sanità in questo
comprensorio non potranno
essere risolti. Le colpe, per
l’assenza di questa program-
mazione, non possono essere
attribuite né a questo né tan-
tomeno al precedente mana-
gement aziendale, perché la
pianificazione dei servizi, la
normativa vigente, l’attribui-
sce ai rappresentanti istitu-
zionali di questo territorio
”.
Sarebbe come dire, che se la
sanità vibonese non decolla,
le maggiori responsabilità
sono addebitabili alla confe-
renza dei sindaci?
Non solo. Vi sono responsabi-
lità che vanno individuate
anche nella politica condotta
dai partiti di centrodestra e
centrosinistra che negli anni
non hanno saputo o voluto
costruire nulla lasciando
determinare le scelte di
gestione ai vari manager che
si sono succeduti.
Cosa bisognerebbe fare,
allora, peravviare una seria
pianificazione?
Chiariamo intanto che la pia-
nificazione è metodologia
della ricerca a tutti gli effetti.
I problemi vanno analizzati e
censiti attraverso un metodo
scientifico di lavoro, attraver-
so un’analisi di quelle che
sono le esigenze della popo-
lazione ed in funzione delle
epidemiologie delle malattie.
I servizi sono organizzati e
gestiti in funzione dei dati
statistici epidemiologici delle
malattie che esistono sul ter-
ritorio che per fortuna non
sono gravi.
Lei è d’accordo che prima
di parlare di pianificazione
sanitaria è necessario scio-
gliere il nodo della costru-
zione del nuovo ospedale?
Sicuramente. Una struttura di
eccellenza consentirebbe di
razionalizzare le tantissime
strutture esistenti delle quali
quattro sono attive mentre
due – Pizzo e Nicotera – in
attesa di destinazione d’uso.
Chiaramente sono tutte strut-
ture che non riescono a sod-
disfare le esigenze sia per
innovazione tecnologica che
per la cura delle patologie
acute per le quali, allo stato
attuale, è necessario concen-
trare la cura in ospedali che
rispondono ai requisiti della
tecnologia avanzata. Allora,
sciogliamo il nodo del nuovo
ospedale e pianifichiamo il
rilancio della sanità in questa
provincia.
Vi anche un problema di
spesa farmaceutica?
E’una questione storica che
ogni anno riemerge in modo
molto evidente. Dalla lettura
attenta dei bilanci aziendali
si evidenzia un incremento
spropositato difficilmente
contenibile anche rispetto
alle previsioni che in genere
sono misurate nel 13%, ma
che nella nostra azienda sani-
taria vibonese, invece, oscil-
lano tra il 26 ed il 28%, e
quindi, in considerazione che
i dati epidemiologici chiari-
scono che detta spesa è
abnorme rispetto alle reali
esigenze per meglio capire
dove vanno a finire queste
maggiori spese sarebbe even-
tualmente necessario intensi-
ficare i controlli.
Non crede che bisognerebbe
organizzare meglio pure la
medicina specialistica?
Questa è un’altra parte del
vostro intervento che ho
apprezzato e che condivido.
Vi sono dei problemi di natu-
ra culturale che tendono a far
concentrare sempre e comun-
que l’organizzazione dei ser-
vizi sanitari intorno alla rete
ospedaliera. Questa tendenza
deve essere invertita desti-
nando maggiori risorse nella
migliore strutturazione dei
servizi territoriali. Esperienze
in questa direzione fatte in
molte altre regioni, hanno
dimostrato che la scelta è vin-
cente anche in ragione del
fatto che l’invecchiamento
della popolazione, alcune
disabilità, inducono a poten-
ziare più i servizi territoriali
che quelli ospedalieri che
dovrebbero sovvenire alle
esigenze tipiche da struttura
di eccellenza.
Spessissimo il segretario
generale del sindacato che
Lei rappresenta, Raffaele
Mammoliti, nei suoi inter-
venti pubblici evidenzia la
necessità di farfunzionare
una cabina di regia. Crede
sia necessaria anche per
risolvere al meglio i proble-
mi della sanità su questo
territorio?
Certamente e dovrebbe essere
gestita dalla Conferenza dei
sindaci, la quale, fatta ecce-
zione per qualche tiepido e
timido tentativo per occupar-
si di sanità e organiz-
zazione dei servizi
sanitari, altro non mi
pare abbia fatto.
Spesso nelle rare
riunioni i sindaci si
sono limitati a prende-
re atto delle scelte ope-
rate dai vari manager.
La cabina di regia,
invece, ovvero la
Conferenza dei sinda-
ci, dovrebbe essere
propositiva, dovrebbe
assumersi l’onere di
decidere anche sui
compiti gestionali veri
e propri. Si pretende
addirittura dal mana-
gement che questi si
preoccupi anche della
programmazione oltre che
della gestione. Una cosa
inaudita che si scontra nella
realtà con le denunce pubbli-
che fatte degli stessi sindaci
sulla qualità della sanità
vibonese, se si pensa che è
già un’impresa farli sempli-
cemente partecipare alle sin-
gole riunioni. Allora è neces-
sario un impegno diverso,
una cabina di regia che sia in
grado di programmare e dia
delle indicazioni serie se si
vuole rilanciare la sanità nel
vibonese.
In conclusione, quali ele-
menti possono ridare spe-
ranza ad una popolazione
che soffre?
Sicuramente è necessario
ottimizzare l’utilizzo delle
risorse umane. Debbo rileva-
re che ancora oggi
in azienda si continuano a
pagare 1800 stipendi a cui se
ne aggiungono altri 500 del-
l’indotto tra medici di medici-
na generale, pediatri di libe-
ra scelta, personale che lavo-
ra negli studi convenzionati,
la stessa Villa dei Gerani che
può essere considerata un’in-
dotto del bilancio dell’Asl
perché ogni anno si spendono
360 miliardi delle vecchie
lire, non può non tenere conto
di come si gestiscono e si uti-
lizzano le risorse umane.
Certo è la dotazione organica
cosi com’è organizzata e
strutturata non può risponde-
re a quelle che sono le esi-
genze del cittadino perché
bisogna pensare alla riquali-
ficazione in quanto non tutti i
profili professionali sono
quelli necessari a soddisfare i
bisogni della collettività
necessità. Quindi il manage-
ment, e io dico anche le forze
politiche, devono impegnarsi
a trovare quella soluzione per
una riconversione dei profili.
Se non si comincia da questo
innescando nel contempo un
profilo premiante – perché ci
sono quelli disposti a lavora-
re di più e meglio.
Se dovesse pensare a un sug-
gerimento peril Direttore
Generale Talarico, cosa gli
consiglierebbe di fare nel-
l’immediato?
Da qui a breve c’è un’impor-
tante scadenza che riguarda
la possibilità di rivisitare
l’atto aziendale. Questa
occasione non deve essere
sciupata perché il Dottore
Talarico potrebbe incidere
sull’apparato burocratico
gestionale che oggi è molto
pesante e costoso, operando
una sana e corretta raziona-
lizzazione.
La Cgil Fp, interviene sulle problematiche della sanità vibonese e sollecita una seria programmazione
Il Segretario Antonio Cirillo
L’ingresso dell’Ospedale Civile Jazzolino
Il Direttore Francesco Talarico
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