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29 aprile 2006
Il p. Vibonese
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Politica e Amministrazione locale
a cura di Domenico Primerano*
Al cittadino non costa nulla?
In sede di presentazione del
CUD, del modello 730, o
dell’UNICO 2006, deve
apporre solo la firma nella
relativa casella
Quest’anno per la prima volta
tutti i contribuenti potranno, in
fase di compilazione della
dichiarazione dei redditi, deci-
dere di destinare il 5 per mille
delle trattenute irpef già paga-
te a sostegno delle attività
sociali svolte nel comune di
residenza, sia a favore del
Comune che di associazioni o
enti riconosciute dallo Stato.
Quanto devoluto dai cittadini
verrà utilizzato per migliorare
e potenziare i servizi sociali a
favore delle persone e delle
famiglie. Si tratta di un sem-
plice gesto concreto a favore
della comunità in cui ognuno
vive.I Comuni sono stati inse-
riti ‘di diritto’fra i possibili
destinatari del 5 per mille con
l’intento, da parte del
Governo, di ‘compensarli’del
taglio del 50% del Fondo per
le politiche sociali. Un miliar-
do di euro in meno per il
sociale. Al cittadino contri-
buente, che sceglie di firmare
la relativa casella della propria
dichiarazione dei redditi non
costa niente, ma con tale firma
può destinare fino a 660
milioni di euro (se tutti i con-
tribuenti sottoscriveranno la
scelta di destinazione – può
essere espressa però una sola
scelta – firmando nei riquadri
previsti nel modello integrati-
vo CUD 2006, nel modello
730/1 – bis redditi 2005 e nel
modello Unico persone fisi-
che 2006) a finalità di soste-
gno del volontariato, delle
organizzazioni non lucrative
di utilità sociale e delle asso-
ciazioni di promozione socia-
le, di finanziamento della
ricerca scientifica e delle uni-
versità nonché della ricerca
sanitaria (per un totale, sin
qui, di 29.188 soggetti desti-
natari), delle attività sociali
svolte dal comune di residen-
za del contribuente.
Cosa succede se il cittadino
non firma peril 5 permille?
Il cittadino non risparmia
nulla e non aita nessuno.
Perché le quote del 5 per mille
che saranno realmente asse-
gnate saranno esclusivamente
quelle dei contribuenti che
avranno fatto al loro scelta,
apponendo la firma del modu-
lo allegato alla dichiarazione
dei redditi. Se il cittadino no
firma quei fondi andranno allo
Stato. Se invece il cittadino
firma resteranno a disposizio-
ne del comune di residenza o
di altro ente scelto.
Quali sono le spese di carat-
tere sociale
La legge finanziaria 2006
individua, quali spese “di
carattere sociale” quelle che
risultano dalla classificazione
per funzioni prevista dal rego-
lamento di cui al DPR
194/1996 . La principale fonte
in materia di servizi sociali è
contenuta nella legge n.
328/2000 per la quale sono
interventi e servizi sociali
quelli di cui all’art. 128 del D.
lgs. n. 112/1998. Per la legge
n. 328, art. 6, i comuni sono
titolari delle funzioni ammini-
strative concernenti gli inter-
venti sociali a livello locale,
adottando gli assetti più fun-
zionali alla gestione, alla
spesa ed al rapporto con i cit-
tadini. La stessa legge sulle
autonomie locali persegue in
primo luogo finalità di natura
sociale nel momento in cui
assegna ai comuni la cura
degli interessi della comunità
e della persona, la promozione
dello sviluppo, contribuendo
quindi a rimuovere gli ostaco-
li di ordine economico e
sociale che impediscono lo
sviluppo della persona stessa.
Avviso ai cittadini
E’necessario però che i comu-
ni informino i cittadini in
modo tempestivo e mirato
sulle attività sociali in corso o
in progetto per sensibilizzarli
sul possibile sostegno delle
stesse. Il 5 per mille può risul-
tare premiante in particolare
per i grandi comuni, e di scar-
so impatto per i comuni più
piccoli, che potrebbero però
finalizzare il gettito verso ini-
ziative concordate a livello
sovracomunale, come sugge-
rito dall’ANCI. E’ragionevo-
le augurarsi che il provvedi-
mento da sperimentale diventi
comunque stabile nel tempo
ed esteso a tutta la quota del-
l’imposta (come già avviene
per l’8 per mille), ferma resta-
no la necessità di adeguare il
Fondo per le politiche sociali
agli effettivi bisogni degli
interventi e dei servizi sociali
del territorio. In definitiva le
spese sociali potrebbero esse-
re individuate in, esoneri
mense scolastiche, esonero
per trasporto scolastico, soste-
gno diritto allo studio, contri-
buto affitto, contributo acqua,
contributo metano, contributo
nettezza urbana, centro aggre-
gazioni per anziani, accompa-
gnamento di bimbi a scuola,
reinserimento sociale di per-
sone anziane, ecc.
Richiesta iscrizione elenco
beneficiari
Il DPCM 20.01.2006, emana-
to in applicazione del comma
340 della legge n. 266/2005 e
art. 31, c. 2, D.L. 273/05,
riguarda, relativamente alla
comunicazione telematica,
soltanto i soggetti di cui alla
lett. a) del comma 337, ossia
le ONLUS, le associazioni e
fondazioni riconosciute, gli
organismi di volontariato,
etc.) e non anche i soggetti
indicati alla lett. d) ossia i
comuni. Ciò è espressamente
previsto dallo stesso comma
340 e dal modello pubblicato
dal DPCM citato. Spetta ai cit-
tadini, in sede di presentazio-
ne del CUD, del modello 730,
o dell’UNICO 2006, destinare
il 5 per mille apponendo la
firma nella relativa casella.
Quando è possibile spendere
il 5 permille.
Secondo gli esperti dell’anci,
è possibile iscrivere nel
Bilancio di Previsione 2006
un importo in entrata derivan-
te dall’applicazione del
comma 337 della legge finan-
ziaria per il 2006 e relativo
all’eventuale quota del 5 mille
IRPEF destinata alle attività
sociali del Comune di residen-
za del contribuente?
L’assegnazione delle somme a
favore dei Comuni decorrerà
dall’esercizio 2007. Ciò resta
valido, a giudizio di questo
servizio, anche dopo l’emana-
zione della norma interpretati-
va ex art. 31.2 del D.L. 273
del 30.12.2005. Non risultan-
do pertanto accertabili somme
nel 2006, non sarebbe corretto
iscriverle in bilancio preventi-
vo. Si vedano in proposito gli
articoli 161.1, 179 e 189 del
D.lgs. n. 267/00.
IN BREVE
Rinnovo Consigli Comunali
La tornata amministrativa di
domenica 28 e lunedì 29 mag-
gio interessa
8
amministrazio-
ni provinciali,
139
comuni
con più di 15mila abitanti (di
cui 26 capoluogo) e
1141
comuni con meno di 15 mila
abitanti. Per poter presentare
liste e candidature i partiti ed i
gruppi politici devono racco-
gliere le firme. Per le
elezioni
comunali
sono necessarie tra
le
25
e
1500
firme, a seconda
del numero di abitanti del
comune. Mentre nei comuni
con meno di
1000
abitanti non
è necessario raccogliere le
firme per la presentazione
delle liste di candidati. Nelle
liste dovranno essere inserite
almeno
9
e non più di
60
can-
didati, a seconda del numero
di abitanti del comune. Le
liste e le candidature devono
essere depositate con le firme
necessarie dalle
ore 8di
venerdì 28 aprile alle ore 12
di sabato 29 aprile
, presso le
segreterie dei comuni per le
elezioni comunali. Atale
scopo gli uffici dei comuni
interessati alle consultazioni
elettorali comunali dovranno
rimanere aperti ininterrotta-
mente nei giorni di venerdì 28
e sabato 29 aprile negli orari
previsti per la presentazione
delle candidature -dalle ore 8
alle ore 20 di venerdì 28 apri-
le e dalle ore 8 alle ore 12 di
sabato 29 aprile, nonché nei
giorni immediatamente prece-
denti, cioè martedì 25, merco-
ledì 26 e giovedì 27 aprile,
anche nelle ore pomeridiane.
La patente a punti
(Ordinanza della Corte
Costituzionale)
Gli automobilisti che guidano
senza allacciare le cinture di
sicurezza rischiano un taglio
di cinque punti dalla patente,
anche se per violazioni ritenu-
te più gravi il codice della
strada prevede una detrazione
inferiore di punteggio. Così si
legge nell’ordinanza n. 169
della Corte costituzionale –
rilasciata il 5 aprile e deposita-
ta il 21 aprile - con cui i giudi-
ci della Consulta hanno
dichiarato manifestamente
infondata l’eccezione di costi-
tuzionalità dell’articolo 172
del codice della strada, solle-
vata dal giudice di pace di
Rotondella, in provincia di
Matera.
Il giudice di primo grado
aveva contestato la sanzione
comminata ad un automobili-
sta sia sotto il profilo della
ragionevolezza (“per il tratta-
mento sanzionatorio abnor-
memente più grave rispetto ad
altre ipotesi di maggiore gra-
vità”), che sotto quello della
disparità di trattamento,
rispetto ad ipotesi per le quali
non è previsto l’obbligo della
cintura di sicurezza (uso cin-
tura per la circolazione degli
autobus).
La Consulta, nel rinviare per
l’obbligo delle cinture sugli
autobus al decreto legislativo
13 marzo 2006 n. 150, ha boc-
ciato l’eccezione sollevata dal
giudice di pace evidenziando
che rientra “nella discreziona-
lità del legislatore sia l’indivi-
duazione delle condotte puni-
bili, sia la scelta e la quantifi-
cazione delle relative sanzio-
ni”.
*Segretario Generale
Provincia di Catanzaro
I CITTADINI FINANZIANO LE ATTIVITA’
SOCIALI DELPROPRIO COMUNE
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