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20 Maggio 2006
Sammarco all’epoca della
elezione a sindaco della città
del Procuratore Elio Costa.
Muzzopappa potrebbe con-
fluire nelle file del Pdm, o
nella più probabile delle ipo-
tesi, nel partito di Lidio
Vallone, il quale a sua volta
alla Provincia si è schierato
al fianco di Bruni. Lo Sdi al
Comune, pertanto, nel men-
tre recupera una voce autore-
vole, si schiererebbe con due
consiglieri, Antonio Scriva e
Franco Muzzopappa, assie-
me ai nove esponenti del
Pdm. Questi ultimi se si som-
mano ai dieci consiglieri
d’opposizione, risultano
maggioranza nella massima
assise di Palazzo Luigi Razza
e pertanto determinanti in
ogni scelta; semprechè, il
numero dei consiglieri della
“Rosa dei venti” non sia
destinato, come sembra,
ancora a rafforzarsi. Intanto
viene da chiedersi, alla luce
di questa scelta dello stima-
to penalista originario di
San Calogero, cosa succe-
derà a Vibo Marina dopo le
dimissioni del Presidente
Malerba nel Consiglio
Circoscrizionale di Vibo
Marina dove non è facile,
appunto, prevedere cosa
faranno adesso Pino
Alviano e Paolo Fedele da
non molto tempo accreditati
esponenti della Dc: segui-
ranno Muzzoppa oppure
no? Chiusa parentesi! Nel
dal mese di Luglio dello scor-
so anno, Ella stessa aveva
manifestato nel merito piena
disponibilità, condividendo
ed anzi plaudendo la  scelta,
le motivazioni e le azioni che
avrebbero così interessato e
valorizzato un immobile sim-
bolo del patrimonio storico
ed architettonico del territo-
rio e che altrimenti sarebbe
stato silente e destinato ad un
irreversibile declino. La pro-
posta della Camera di
Commercio prevedeva infatti,
per consentire la destinazio-
ne d’uso finale, e a proprio
onere operativo e finanziario,
interventi di recupero,
restauro, conservazione ed
ammodernamento della parte
dell’edificio interessata,
tanto da renderla fruibile al
pubblico anche con spazi da
destinare ad  eventi di inte-
resse generale quali confe-
renze, mostre, seminari, atti-
vità formative e sociali.
Inoltre la Camera di Commercio,
consapevole dell’efficacia
della concertazione e della
collaborazione interistituzio-
nale per la semplificazione
amministrativa e lo sviluppo
del territorio, aveva previsto,
nell’immobile così recupera-
to, attività e iniziative siner-
giche con il Comune di Vibo
Valentia in tale direzione e a
tutto beneficio della colletti-
vità.
Nell’avviare il nuovo quin-
quennio di gestione, la
Camera di Commercio, nella
condivisione dell’ampio pro-
gramma di mandato,  aveva,
tra l’altro  inteso attivare le
procedure per dotarsi di una
nuova sedeistituzionale,  che
fosse più dignitosa, più funzio-
nale, più prestigiosa. Più
dignitosa, in rispetto ad utenti
e personale;  funzionale ai ser-
vizi erogati ed erogandi, non
senza la previsione di spazi
maggiormente fruibili per cit-
tadini e imprese; prestigiosa
per richiamare, anche formal-
mente e anche all’esterno dei
propri confini territoriali, la
rilevanza del ruolo e delle fun-
zioni che l’Ente svolge ed
intende consolidare  sul terri-
torio  e per il territorio a servi-
zio e vantaggio del sistema
produttivo e sociale locale. 
La disponibilità originaria-
mente da Lei manifestata e nel
corso di questi mesi mai smen-
tita, avevano indotto la
Camera di Commercio a pen-
sare di poter raggiungere i due
obiettivi che di fondo avevano
mosso la sua originaria propo-
sta: poter avere, e in tempi
ragionevolmente brevi, una
nuova sede e al contempo,
vitalizzare un bene storico
della città rendendolo fulcro
dell’economia vibonese, in una
coesistenza tra interesse pub-
blico ed utilizzo razionale,
attuando una precisa preroga-
tiva istituzionale dell’Ente
camerale che è quella di poter
esercitare  ruolo e  funzioni
anche per  conservare e pro-
teggere i valori e la memoria
storica della città, attualizzan-
doli, vitalizzandoli e  renden-
doli fruibili, così come richiede
la coscienza civica dell’intera
comunità. 
Nel Valentianum, infatti,
signor Sindaco, per come pre-
cedentemente evidenziatoLe,
si sarebbero potute concentra-
re più attività economiche,
dando così nuove possibilità di
fruizione e nuove funzioni
all’intero prestigioso immobi-
le, garantendo inoltre la realiz-
zazione di innovative iniziative
progettuali e di azioni volte a
rendere i servizi erogati mag-
giormente improntati ai criteri
di efficienza, efficacia ed eco-
nomicità a cui una pubblica
amministrazione deve comun-
que sempre attendere, oltre a
consentire la realizzaione o la
previsione di spazi fruibili al
pubblico per iniziative a carat-
tere culturale e sociale.
Ribadendo, che la Camera di
Commercio aveva previsto
anche azioni sinergiche con il
Comune di Vibo Valentia in
funzione della richiamata eco-
nomicità per servizi destinati
ad utenti comuni ai due Enti: e
così lo Sportello telematico
decentrato per l’emissione di
documenti di competenza dei
due Enti; l’attivazione dello
Sportello Unico per le attività
produttive; l’istituzione di una
Scuola di Alta Formazione
Manageriale; della Scuola di
Alta Formazione nel Settore
turistico;  la creazione di un
Portale dei servizi alle impre-
se e ai cittadini;  la realizza-
zione e l’attivazione
dell’Università Telematica. 
E’con questo spirito e con
queste motivazioni che in
maniera informale prima, e
poi  su specifico mandato con-
feritomi dalla Giunta
Camerale il 13 settembre dello
scorso anno, ho avviato con-
tatti e sottoposto formali pro-
poste alla S.V. di valutare la
possibilità della Camera di
Commercio di acquisire parte
del complesso del
Valentianum per propria sede
istituzionale.
Ad oggi, e ribadisco dopo
nove lunghi mesi, devo regi-
strare ancora un mancato e
incomprensibile riscontro; un
silenzio tanto più grave se rife-
ribile, come in questo caso, ad
una esplicita richiesta di una
pubblica istituzione formulata,
non prioritariamente  nell’in-
teresse proprio ma dell’intera
comunità provinciale. Un
mancato riscontro, tanto in
termini di assenso che di
diniego, che mortifica le
aspettative, non certo fatue,
della 
Camera di Commercio, del
mondo produttivo, di utenti e
di cittadini tutti e che non
depone a vantaggio del
Comune di Vibo Valentia in
terminidi efficienza verso la
propria comunità e di rispetto
verso le altre istituzioni.
Le comunico pertanto che, per
tali ragioni, la Giunta
Camerale, nella seduta odier-
na, informata dal sottoscritto
sullo stato della pratica, in
costanza di tale situazione, ha
determinato di rinunciare,
revocandola,  alla proposta
formulataLe in data 21
Settembre 2005 e relativa
all’oggetto, e di utilizzare
tempo, energia ed azioni in
altra direzione, mantenendo
saldi finalità e motivazioni
sopra esplicitate, che vedono
nell’interesse collettivo prolo-
go, percorso  ed epilogo.
Proprio in ragione del princi-
pio testè menzionato e della tra-
sparenza dell’azione ammini-
strativa, ritengo doveroso
comunque partecipare alla col-
lettività i presupposti di ogni
successivo intento che la
Camera di Commercio dovesse
manifestare per raggiungere
quelli che rientrano tra i suoi
obiettivi programmatici.
La Camera di Commercio, fer-
mamente convinta che il parte-
nariato tra istituzioni sia la
principale via da seguire per
assicurare sviluppo e benessere
al territorio,  e convinta inoltre
di poter trovare nel prosieguo,
nell’Amministrazione
Comunale di Vibo Valentia e nel
Sindaco che la rappresenta le
sensibilità necessarie per la
realizzazione di ambiziosi pro-
getti, auspica, anzi ne è certa,
che i due Enti non mancheran-
no di cercare e di trovare, in un
percorso comune, sintesi di
intese e di progettualità condi-
vise nel superiore interesse pub-
blico della collettività ammini-
strata. Distinti saluti
Michele Lico 
palazzo del Comune capo-
luogo, insomma, si respira
aria tesa e c’è molta incer-
tezza in un centrosinistra
che mai nella storia era
riuscita ad avere una mag-
gioranza così ampia e nello
stesso tempo così frantuma-
ta anche nei singoli partiti.
E’sicuro che per questa
ragione, la giovane ma col-
laudata giunta di Franco
Sammarco, troverà una stra-
da tutta in salita che potreb-
be rischiare di ritardare
ancora la risoluzione di
annosi problemi. Solo per
citarne alcuni tra i più rile-
vanti, la tanto decantata – in
campagna elettorale - rior-
ganizzazione della macchi-
na burocratica mai prima
d’ora sprofondata in cotanto
stato confusionale e per
questo poco efficiente, per
non parlare dell’approva-
zione del nuovo Psc consi-
derati i tempi del lungo iter
burocratico, la questione
ormai rovente – anche con-
siderata la canicola estiva –
della raccolta dei rifiuti soli-
di urbani, e, sorvolando per
altre questioni serie sino ad
arrivare ai cospicui finan-
ziamenti che potrebbero
andare perduti, tra i quali
spiccano i 20 milioni di euro
per il rilancio dell’area por-
tuale di Vibo Marina e i 6
milioni di euro per la realiz-
zazione del teatro.
Un’operazione indolore di
“lifting” per il rilancio
amministrativo è pertanto
inderogabile se si vuole
quantomeno evitare di perse-
verare nel diffondere mal-
contento e delusione anche e
soprattutto tra la popolazio-
ne che assiste impotente e
sbigottita. Fra l’altro se non
s’interviene subito con deci-
sione e autorevolezza –
lasciare le parti ad esercitare
i loro giochi di potere è
anche un’ingenua operazio-
ne di autolesionismo – que-
sta crisi già di per sé molto
evidente, finirà coll’ingarbu-
gliarsi ancora di più diven-
tando irreversibile, di conse-
guenza dunque, caratteriz-
zando una prospettiva per
nulla positiva alla città e la
sua popolazione. Ed oltre
che arrecare un grave danno
ai maggiori partiti che anzi-
ché percorrere una strada in
salita farebbero bene ad
abbassare i toni, si cagione-
rebbe una lesione profonda a
tutto il centrosinistra perchè
avrebbe dimostrato, in modo
puerile quanto plateale, di
non meritare nel prossimo
futuro, assolutamente, la
fiducia degli elettori.
Nel centrosinistra è crisi irreversibile
Mortificate le aspettative...
segue dalla prima
Antonio
Borrello
Franco
De Luca
Franco
De Luca
Brunello
Censore
Franco
Sammarco
Franco
Sammarco
Brunello
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G
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