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10 Giugno 2006
D
evolution, premierato,
nuovi poteri del Capo
dello Stato, scomparsa del
bicameralismo perfetto e
nuove funzioni e composi-
zione per Camera e Senato
federale. Sono queste le
linee portanti della legge di
riforma costituzionale
approvata definitivamente
dal Senato. Il testo della
legge, sarà sottoposto al
referendum confermativo il
25 e 26 giugno. Di seguito
sono riportate le principali
novità secondo una scheda
proposta dall’Adnkronos.
DEVOLUTION
In base al nuovo articolo 117
della Costituzione, la potestà
legislativa è esercitata dallo
Stato e dalle Regioni, nel
rispetto della Costituzione,
nonché dei vincoli derivanti
dall’ordinamento comunita-
rio. Viene introdotta la cosid-
detta devolution, per cui alle
Regioni va la potestà esclusi-
va su assistenza e organizza-
zione sanitaria; organizzazio-
ne scolastica, gestione degli
istituti scolastici e di forma-
zione, salva l’autonomia
delle istituzioni scolastiche;
definizione della parte dei
programmi scolastici e for-
mativi di interesse specifico
della Regione; polizia ammi-
nistrativa regionale e locale;
ogni altra materia non
espressamente riservata alla
legislazione dello Stato. A
quest’ultimo, rimangono le
competenze legislative esclu-
sive su una trentina di mate-
rie, tra le quali le norme
generali sulla tutela della
salute; sulla sicurezza e qua-
lità alimentari; sull’ordine
pubblico e sull’istruzione.
Una decina di materie vengo-
no affidate alla potestà con-
corrente, con le Regioni che
legiferano nell’ambito dei
principi generali fissati dallo
Stato. Tra queste l’istruzione,
salva l’autonomia delle isti-
tuzioni scolastiche e con
esclusione della istruzione e
della formazione professio-
nale.
INTERESSE NAZIONALE
E CLAUSOLADI
SUPREMAZIA
Afare da contrappeso alla
devolution viene introdotta la
norma sull’interesse naziona-
le. Il governo, nel caso riten-
ga che venga pregiudicato da
una legge regionale o da una
parte di essa, può investire
della questione il Parlamento
riunito in seduta comune, che
a maggioranza assoluta può
annullare le norme impugna-
te.Viene poi prevista anche la
cosiddetta clausola di supre-
mazia, per cui lo Stato può
sostituirsi alle Regioni, alle
Città metropolitane, alle
Province e ai Comuni nell’e-
sercizio delle funzioni legis-
lative e amministrative, nel
caso di mancato rispetto di
norme e trattati internaziona-
li o della normativa comuni-
taria oppure di pericolo grave
per l’incolumità e la sicurez-
za pubblica. E, ancora, quan-
do lo richiedano la tutela del-
l’unità giuridica o dell’unità
economica, e in particolare,
la tutela dei livelli essenziali
delle prestazioni concernenti
i diritti civili e sociali, pre-
scindendo dai confini territo-
riali dei governi locali e nel
rispetto dei principi di leale
collaborazione e di sussidia-
rietà. Gli stessi rispetto ai
quali Stato, Regioni,
Province, Città metropolita-
ne e Comuni dovranno eser-
citare le loro funzioni.
CONFERENZA
STATO REGIONI
Viene costituzionalizzata la
Conferenza Stato-Regioni,
per realizzare la leale colla-
borazione e per promuovere
accordi ed intese. Con lo
stesso obiettivo possono
essere istituite anche
Conferenze tra Stato e gli
altri Enti Locali. Atali orga-
nismi vengono affidati com-
piti amministrativi, salva-
guardando quindi il coordi-
namento tra Senato federale
da un lato e Regioni ed Enti
locali dall’altro.
ILSENATO FEDERALE
Nasce il Senato federale
composto da 252 senatori,
eletti contestualmente ai
Consigli regionali. Vi siede-
ranno, senza diritto di voto,
anche 42 rappresentanti delle
Regioni e delle Province
autonome di Trento e
Bolzano, la metà in rappre-
sentanza delle Regioni e
delle Province stesse, l’altra
delle Autonomie locali
(Comuni, Province e Città
metropolitane). In totale 294
membri. Aciascuna Regione
verrà assegnato un numero di
senatori proporzionale al
numero di abitanti, comun-
que non inferiore a sei, fatta
eccezione per Molise e Valle
d’Aosta che ne avranno,
rispettivamente, due e uno.
Passa dagli attuali 40 anni a
25 l’età minima richiesta per
essere eletti. Ogni qual volta
lo richiederanno, presidenti
di Giunte e Consigli regiona-
li saranno sentiti dal Senato e
analogamente i senatori
saranno sentiti dal Consiglio
della Regione dove sono stati
eletti. I senatori eletti in cia-
scuna Regione o Provincia
autonoma rimarrano in carica
fino alla proclamazione dei
nuovi senatori della medesi-
ma Regione o Provincia
autonoma.
LANUOVACAMERA
I deputati scendono dagli
attuali 630 a 518, 18 dei quali
eletti nella circoscrizione
riservata agli italiani all’este-
ro. Viene introdotta la figura
dei deputati a vita, che sosti-
tuiscono gli attuali senatori a
vita. Saranno tre di nomina
presidenziale, oltre agli ex
capi dello Stato. Cambia
anche l’età minima per esse-
re eletti deputati alla Camera:
non più 25 anni come nella
vigente Costituzione, bensi 21.
L’Assemblea di Montecitorio
avrà una durata di cinque anni.
ITER LEGISLATIVO
Scompare l’attuale bicamera-
lismo perfetto e le competen-
ze legislative vengono suddi-
vise tra Montecitorio e palaz-
zo Madama. La Camera avrà
competenza sulle leggi relati-
ve alle materie che rientrano
nella competenza esclusiva
dello Stato. Una volta appro-
vate, il Senato federale avrà
trenta giorni di tempo per
proporre modifiche, sulle
quali l’Assemblea di
Montecitorio si esprimerà in
modo definitivo. Termini
ridotti alla metà per i disegni
di legge di conversione dei
decreti legge. Il Senato fede-
rale interverrà invece sulle
leggi riguardanti le materie
sulle quali Stato e Regioni
hanno potestà concorrente,
con il primo che detta i prin-
cipi fondamentali nell’ambi-
to dei quali legiferano le
seconde. Una volta approvati
i provvedimenti, la Camera
avrà anche in questo caso
trenta giorni di tempo per
proporre modifiche, sulle
quali palazzo Madama si
pronuncerà in modo definiti-
vo. Tempi dimezzati per
quanto riguarda la conversio-
ne dei decreti legge.
SCOMPARE LA
NAVETTA
PARLAMENTARE
La soluzione dei contrasti
Camera-Senato Restano di
competenza bicamerale le
leggi che riguardano la deter-
minazione dei livelli essen-
ziali delle prestazioni concer-
nenti i diritti civili e sociali
che devono essere garantiti
sul territorio nazionale; quel-
le elettorali e sulle materie
relative alla cosiddetta clau-
sola di supremazia; tutte le
norme per le quali la
Costituzione prevede l’ema-
nazione di una legge dello
Stato o della Repubblica.
Scompare però la cosiddetta
navetta, il procedimento oggi
in vigore per cui un provve-
dimento passa da
Montecitorio a palazzo
Madama, o viceversa, fin
quando non si arrivi all’ap-
provazione del testo identico.
Qualora, infatti, Camera e
Senato non approvino una
legge nel medesimo testo, i
presidenti dei due rami del
Parlamento convocano una
commissione paritetica com-
posta da trenta deputati e
trenta senatori, che dovrà ela-
borare un nuovo testo da sot-
toporre al voto finale delle
due Assemblee.
REVISIONE
COSTITUZIONALE
Resta in vigore la procedura
prevista attualmente per le
leggi costituzionali e di
modifica della Costituzione:
sono adottate da ciascuna
Camera con due successive
deliberazioni ad intervallo
non minore di tre mesi, e
sono approvate a maggioran-
za assoluta dei componenti di
ciascuna Camera nella
seconda votazione. Le leggi
sono sottoposte a referendum
popolare quando, entro tre
mesi dalla loro pubblicazio-
ne, ne facciano domanda un
quinto dei membri di una
Camera o cinquecentomila
elettori o cinque Consigli
regionali. Il referendum, è
questa la novità, sarà sempre
possibile, mentre attualmente
la consultazione popolare
non si svolge se le nuove
norme sono state approvate
nella seconda votazione da
ciascuna delle Camere a
maggioranza di due terzi dei
suoi componenti.
PREMIERATO
Il governo è formato dal
Primo ministro e dai ministri,
che insieme formano il con-
siglio dei Ministri. I candida-
ti premier dovranno collegar-
si ai candidati ovvero a liste
o più liste di candidati alla
Camera e la legge elettorale
(che potrà essere proporzio-
nale o maggioritaria) dovrà
essere tale da garantire la for-
mazione di una maggioranza
di governo. Il presidente
della Repubblica dovrà quin-
di nominare il primo ministro
sulla base dei risultati eletto-
rali. Dopo la nomina, entro
dieci giorni dovrà illustrare
alle Camere il programma di
legislatura e la composizione
del governo, ma sarà
l’Assemblea di Montecitorio
a votare su di essi. Ogni anno
il presidente del Consiglio
dovrà poi presentare il rap-
porto sull’attuazione del pro-
gramma e sullo stato del
Paese. Durante il mandato il
premier potrà porre la que-
stione di fiducia o chiedere
che la Camera si esprima con
priorità su ogni altra proposta
con un voto conforme alle
indicazioni dell’esecutivo. In
caso di bocciatura, il premier
dovrà dimettersi. Atale mec-
canismo non si potrà far
ricorso per le leggi costitu-
zionali o di modifica della
Costituzione.
LASFIDUCIAAL
PREMIER E LE
ELEZIONI ANTICIPATE
Il Governo inoltre potrà chie-
dere l’iscrizione all’ordine
del giorno delle Camere e la
votazione entro tempi certi di
propri disegni di legge. Il
governo potrà poi chiedere
che, trascorso il termine fis-
sato senza che i provvedi-
menti siano stati approvati,
vengano, comunque, posti ai
voti nel testo proposto dall’e-
secutivo. In qualsiasi
momento della legislatura, la
Camera potrà costringere il
premier alle dimissioni dopo
la presentazione e l’approva-
zione di una mozione di sfi-
ducia. Stessa cosa accadrà se
la mozione sarà respinta con
il voto determinante di depu-
tati non appartenenti alla
maggioranza uscita dalle ele-
zioni. In entrambi i casi, il
presidente della Repubblica
scioglierà le Camere e si
andrà alle elezioni.
Sono possibili però meccani-
smi di sfiducia costruttiva
tali da consentire il prosegui-
mento della legislatura. La
maggioranza vincitrice delle
elezioni potrà, infatti, presen-
tare e approvare una mozione
con la designazione di un
nuovo premier. E qualora
una mozione di sfiducia sia
stata respinta con i voti deter-
minanti di deputati non
appartenenti alla maggioran-
za, si potrà evitare lo sciogli-
mento se la coalizione vinci-
trice delle elezioni presenterà
e approverà una mozione
nella quale dichiari di voler
continuare nell’attuazione
del programma di governo e
indichi un nuovo premier.
NUOVO RAPPORTO
TRAPRESIDENTE DEL
CONSIGLIO E MINISTRI
Con lo stesso meccanismo
sarà possibile proseguire la
legislatura in caso di richie-
sta di scioglimento della
Camera da parte del premier,
di sua morte o impedimento
permanente, di sue dimissio-
ni. Altrimenti il presidente
della Repubblica dovrà scio-
gliere la Camera e indire le
elezioni.
Cambia, rispetto alla
Costituzione attuale, il rap-
porto tra presidente del
Consiglio e ministri. Questi
ultimi, saranno infatti nomi-
nati dal premier che potrà
anche revocarli. Il primo
ministro determina la politica
generale del governo e ne è
responsabile e garantisce l’u-
nità di indirizzo politico e
amministrativo, dirigendo,
promuovendo e coordinando
l’attività dei ministri.
CAPO DELLO STATO
Sarà eletto dall’Assemblea
della Repubblica, un nuovo
organismo presieduto dal
presidente della Camera e
composto da deputati, sena-
tori, rappresentanti delle
Regioni. (presidenti delle
Giunte comprese quelle delle
Province autonome di Trento
e Bolzano e delegati eletti dai
Consigli regionali). Per esse-
re eletti occorreranno i due
terzi dei componenti
l’Assemblea nei primi tre
scrutini, i tre quinti nel quar-
to e nel quinto, la maggioran-
za assoluta nei successivi.
Rispetto alla norma attuale
viene quindi inserito il pas-
saggio ulteriore dei tre quinti.
Cambia anche l’età minima
richiesta per accedere al
Quirinale: quarant’anni
rispetto ai cinquanta previsti
oggi. L’Assemblea dovrà
essere convocata sessanta
giorni prima della scadenza
del mandato del presidente
della Repubblica in carica.
Ad esercitare l’eventuale
supplenza sarà sempre il pre-
sidente del Senato.
Il Capo dello Stato rappre-
senta l’unità della Nazione
ed è garante della
Costituzione e dell’unità
federale della Repubblica.
Rispetto alle norme attual-
mente in vigore, c’è un radi-
cale cambiamento dei suoi
poteri nei rapporti con il
Governo, in particolare per
quanto riguarda la nomina di
presidente del Consiglio e
ministri e lo scioglimento
della Camera. Per il resto
mantiene le attuali funzioni
con l’aggiunta del potere di
nomina dei presidenti delle
Authority, di quello del Cnel
e del vicepresidente del Csm.
LANUOVACORTE
COSTITUZIONALE
Restano quindici i giudici
della Corte Costituzionale,
ma cambia la ripartizione per
quanto riguarda la nomina:
quattro sono indicati dal
Capo dello Stato; quattro
dalle supreme magistrature
ordinaria e amministrativa;
tre dalla Camera e quattro dal
Senato federale integrato dai
presidenti delle Giunte regio-
nali e delle Province autono-
me di Trento e Bolzano. I
giudici di nomina parlamen-
tare passano quindi dagli
attuali 5 a 7.
Rispetto alla norma ora in
vigore, la nuova disposizione
prevede che una volta cessati
dal mandato (che dura sem-
pre nove anni), i giudici
costituzionali per i successivi
tre anni non possano ricopri-
re incarichi di governo, cari-
che pubbliche elettive o di
nomina governativa o svol-
gere funzioni in organi o enti
pubblici individuati dalla
legge. Per l’elezione dei giu-
dici di nomina parlamentare
resta fissato un quorum dei
due terzi dei componenti cia-
scuna Assemblea per i primi
tre scrutini, che scende ai tre
quinti per i successivi.
CSM - Rimangono di nomi-
na parlamentare un terzo dei
membri del plenum, un sesto
eletti dalla Camera, un sesto
dal Senato federale. Tra di
essi il capo dello Stato sce-
glierà il vicepresidente del-
l’organo di autogoverno
della magistratura, che conti-
nuerà ad essere presieduto
dal presidente della
Repubblica.
ROMACAPITALE
Roma dispone di forme e
condizioni particolari di
autonomia, anche normativa,
nelle materie di competenza
regionale, nei limiti e con le
modalità stabiliti dallo
Statuto della Regione Lazio.
Alla competenza legislativa
esclusiva dello Stato è
demandata la disciplina del-
l’ordinamento della Capitale.
L’ENTRATAIN VIGORE
DELLE NUOVE NORME
Le nuove norme entreranno
comunque in vigore in tempi
differiti. Se vinceranno i
“SI”,  avranno subito effetto
le norme sul federalismo e
quelle collegate sull’interes-
se nazionale e sulla clausola
di supremazia. Occorrerà
attendere invece la legislatu-
ra successiva, e quindi il
2011, per vedere l’istituzione
del Senato federale, l’appli-
cazione di nuovo iter legisla-
tivo, premierato e nuovi
poteri del capo dello Stato. Si
arriva invece addirittura al
2016 per la riduzione dei
deputati e la contestualità
dell’elezione di Senato fede-
rale e Consigli regionali.
*Segretario Generale
Provincia di Catanzaro
GLI ASPETTI PRINCIPALI DELLA
NUOVARIFORMACOSTITUZIONALE
La Scheda devolution. Verso il referendum
Politica e amministrazione locale
a cura di Domenico Primerano*
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