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17 Giugno 2006
di Gaetano Luciano
U
na maledizione percorre
questa nostra città. Una
classe dirigente litigiosa che
dalla fine dagli anni ottanta
ha fatto di tutto per mettere
in evidenza le ombre ed
offuscare le luci della buona
amministrazione. Non esa-
geriamo, basta contare la
turnazione dei sindaci, ogni
sei mesi si cambiava caval-
lo. Abbiamo inventato tutto
e il suo contrario per farci
del male. Ci deve essere una
causa remota, una sorta di
maledizione che serpeggia
per le nostre contrade. Sarà
la civetta dello stemma citta-
dino? La verità è che non
esiste il minimo di concerta-
zione nemmeno tra coloro
che dovrebbero pensarla allo
stesso modo e il tempo
rischia di passare inesorabil-
mente. Abbiamo perso nel
passato ingenti finanziamen-
ti per liti fra compari e com-
parucci, ma questo non ci è
bastato. 
L'Assessore regionale alla
Cultura, l'on.le Sandro
Principe, manda a dire che
quest'anno parte anche a
Vibo Valentia la stagione del
teatro antico. E volete sape-
re perché? Per il semplice
fatto che alcuni amministra-
tori nel passato, circa 20
anni orsono, hanno pensato
di deliberare l'istituzione del
parco archeologico. Un raro
e forse fortuito esempio di
buona amministrazione. Noi
non intendiamo dare consi-
gli a chicchessia  e, peraltro,
gratuitamente non vengono
mai apprezzati, ma ci per-
mettiamo di suggerire, in
attesa di risolvere l'impasse
politico-amministrativa del
Comune e della Provincia,
un tavolo di concertazione
per risolvere la questione del
Teatro. Mi si domanda: con
chi concertare? Con gli ono-
revoli regionali e con il
Presidente dell'Amministrazione
Provinciale che all'unisono
dovranno chiedere alla
Regione Calabria di reperire
i fondi mancanti per la
costruzione in un'opera così
importante. Io penso che la
costruzione del teatro sia la
chiave di volta per eliminare
la maledizione che incombe
sulla vita amministrativa
della città e calmare l'ira
degli Dei che ancora ricor-
dano i fasti del Teatro greco
e romano e poi del Teatro
Murattiano.
Gli Dei sono ancora forte-
mente arrabbiati per l'orrore
compiuto nel 1964 ed esigo-
no una riparazione e a futura
memoria  chiedono che sia
apposta una lapide, nell'atrio
del nuovo Teatro, che reciti
più o meno così: «Oggi gli
amministratori vibonesi
riparano alla grave offesa
recata da alcuni idioti con la
speranza che alla città ven-
gano risparmiate le nuove
piroette politiche rappresen-
tate da coloro che nulla
ancora hanno imparato del-
l'etica della responsabilità,
del senso del dovere e  della
cultura del servizio e del
senso civico».
E per cortesia non costruia-
mo teatri tenda, abbiamo già
dato.
N
el precedente numero
del nostro settimanale ci
siamo interessati con l'arti-
colo dal titolo “Vibo
Valentia:vincitori di concor-
so senza collocazione” di
una incresciosa situazione
che si è venuta a creare al
Comune di Vibo Valentia
dove 27 dipendenti su 28
che hanno vinto un concor-
so, sono dopo oltre sei mesi,
ancora in attesa di ricevere
formalmente l'avviso della
nuova collocazione. Nella
parte finale dell'articolo, nel
fare i nomi di quei funziona-
ri che sono in possesso dei
requisiti necessari per rice-
vere l'incarico di dirigenti si
è scritto, erroneamente, che
Giuseppe Pugliese e
Menella Potenza sono vinci-
tori di concorso. Fermo
restando il possesso dei
requisiti, in realtà soltanto la
dottoressa Menella Potenza
è vincitrice di concorso. Ci
scusiamo con gli interessati
e coi nostri lettori.
Solo Menella Potenza
vincitrice di concorso 
C
i sono due fasi che hanno
fatto segnare il passo al
centrodestra vibonese. La
prima risale all’inizio del 2005,
quando si decise di mandare a
casa il giudice Elio Costa. La
seconda, queste ultime elezioni
politiche che non hanno ricon-
fermato l’elezione di Franco
Bevilacqua. In questa ultima
tornata elettorale, poi, l’eclatan-
te esclusione di Michele
Ranieli, quanto la scelta di
Forza Italia di optare per qual-
che altro deputato, escludendo
la Calabria e di questa, il vibo-
nese Niuccio Mangialavori che
da parlamentare sarebbe dive-
nuto la nuova guida di un cen-
trodestra, che così stando le
cose, sembra non esistere su
questo territorio. Nonostante i
lodevoli sforzi di Maria
Limardo e Valerio Grillo.
Infatti, l’unico consigliere
regionale eletto in questo com-
prensorio, Francescantonio
Stillitani, sembra non esistere,
anche se – bisogna prendere
atto – una cosa certamente
importante l’ha fatta. Tant’è che
la novità nel centrodestra è
costituita dall’incarico che il
consigliere regionale ha dato da
qualche giorno all’ex vice sin-
daco della giunta D’Agostino,
Pino Solano, con lo scopo di
risollevare le sorti dell’Udc. Ma
a parte la notizia diffusa nei
giorni scorsi, altro non vi è
stato. Forse quel qualcuno che
si attendeva una prima uscita
ufficiale del neo commissario
del partito di Casini per capire
come sta orientando la sua azio-
ne di rilancio, si è reso conto
che ancora è troppo presto.
Comunque sia, il centrodestra
naviga nelle acque tenebre del-
l’oblio ed è ben poca cosa che
continui ad uscire solo per dare
segnali d’esistenza per chiedere
le dimissioni da sindaco di
Franco Sammarco o per critica-
re Bruni delle scelte che sta
compiendo. Ci saranno tempi
migliori per il centrodestra,
almeno lo sperano ancora in
tanti, se non altro per sollecitare
questo centrosinistra spaccato
che se andasse alle urne adesso,
con le lacerazioni profonde che
ci sono all’interno dei singoli
partiti, sicuramente perderebbe
a vantaggio di un centrodestra
che pur nella dimenticanza
sarebbe scelto dagli elettori
facendo la stessa azione che ha
fatto il Presidente Traversa a
Catanzaro: ha chiuso gli occhi e
si è tappato il naso ed ha votato
Olivo.
Centrodestra ancora nell’oblio
Nella provincia si avverte sempre più l’assenza di un leader di opposizione al centrosinistra
Maria Limardo
La Gamba, Manduca e Grillo durante uno degli ultimi Consigli comunali
Franco Stillitani
Ricominciano dal Teatro Comunale
L
a crisi politica che pone
un freno allo sviluppo, la
totale assenza di mentalità
imprenditoriale in chi gesti-
sce la cosa pubblica, i proble-
mi determinati da una solo
apparente possibilità di par-
tecipazione alla gestione
della cosa pubblica. E,
soprattutto, la possibilità di
creare un centro che pro-
muova una più adeguata
classe dirigente perquesto
territorio provinciale. In sin-
tesi è questa l’idea che lancia
il nostro settimanale per
dare una risposta concreta
all’immobilismo della politi-
ca e delle istituzioni. Un
luogo comune in cui elabora-
re non solo idee, ma soprat-
tutto, perporre all’attenzio-
ne della cosa pubblica una
nuova generazione di uomini
e donne che perle loro quali-
tà acquisite ed esperienze
possano essere considerati la
vera alternativa ai soliti
“noti” che vorrebbero conti-
nuare ancora ad operare nel
tentativo deleterio di control-
lare le scelte peruno svilup-
po socio economico, che inve-
ce così facendo, non vi sarà
mai.
Tutti coloro che sono interes-
sati ad aderire a questa
nuova associazione - che non
ha alcun colore politico - pos-
sono inviare una e-mail
all’indirizzo: r
edazione.ilvi
-
bonese@liber
o.it
e indicare
oltre ai dati personali, titolo
di studio ed eventualmente
l’attività esercitata, nonché
un recapito telefonico.
Un’associazione peril
rilancio del territorio
Fotonotizia: 
Vibo Valentia - Via Boccioni
Scommettiamo che non frana?
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