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17 Giugno 2006
E'
una questione di scelte
di politica sindacale o di
strategie dissimili, o magari
di piccole frustrazioni non
dichiarate. C'è anche questo
probabilmente dietro il diver-
so trattamento riservato da
parte della Fp Cgil e Cisl Fps
al comune di Vibo Valentia,
piuttosto che all'Aterp o alla
stessa Provincia. E non c'era
nemmeno bisogno di essere
ipocriti da parte di costoro
quando mentendo, sapendo di
mentire, dichiarano a propo-
sito della non partecipazione
della Uil Fpl all'assemblea
alla provincia a proposito del
“caso” del Dg Mazzitelli.
Diversa è stata la posizione di
questi sindacati al Comune
capoluogo in merito alla
vicenda degli ex Lpu e Lsu ai
quali non hanno dedicato la
dovuta attenzione che pur
meritavano. Diversa è stata la
posizione nei confronti
dell'Aterp dove la Uil ha con
coraggio denunciato illegalità
e altro. In entrambi i casi,
questi due Organizzazioni
Sindacali e Confederali,
quanto quelle di Categoria
sono state mute e tutta Vibo
Valentia sa il perché. Una
sorta di segreto di pulcinella!
Voglio rivolgermi alle lavora-
trici ai lavoratori, ai tanti gio-
vani e meno giovani laureati,
diplomati e disoccupati che
credono ancora nel
Sindacato, nel solidarismo,
nella capacità critica di guar-
dare alla politica delle cose
concrete. Vorrei rivolgermi ai
precari che vorrebbero una
società vibonese più merito-
cratica e aperta, a tutte quelle
persone per bene di centro, di
destra e di sinistra, mosse da
uno spirito comune: quello di
lottare e battersi per una poli-
tica migliore; per un
Sindacato che sia davvero
indipendente, autonomo dai
partiti, libero, per rendere
migliore la vita di queste per-
sone. Vorrei rivolgermi  a
quei politici e sindacalisti che
giocano sulla pelle delle per-
sone. Diceva Hebbel che
“nell'inferno della vita entra
la parte migliore dell'umani-
tà. Gli altri stanno sulla soglia
e si scaldano”. Vorrei rivol-
germi a quelli che fanno
guerre preconcette e sbagliate
come quella contro il diretto-
re generale della provincia
che sino a qualche giorno fa
era unanimemente considera-
to l'artefice della macchina
burocratica di quell'Ente ora
viene nel migliore dei casi
accusato di essere “ monarca”
che passa il tempo producen-
do mobbing, vessazioni ed
ogni altra diavoleria. Con
Mazzitelli abbiamo avuto da
30 anni a questa parte parec-
chi  diverbi  ma sempre  leali
sia quando questi operava al
comune di Cessaniti che alla
Provincia di Vibo, mentre
altri sindacalisti si prostitui-
vano per un posto al nipote,
all'amante, o alla cugina.
Adesso che per questo buro-
crate stacanovista illuminista
e geniale inventore della pub-
blica amministrazione è arri-
vato il tempo di godersi la
pensione, quelli che mendica-
vano qualcosa lo vogliono
quasi morto. Ecco perchè nel
polverone che viene sollevato
attorno al “caso Mazzitelli” ci
sono alcuni dati facilmente
riscontrabili che parlano chia-
ro sui comportamenti politici
assunti dalla Fp Cgil e dalla
Fps Cisl per contrastare dav-
vero le violazioni di diritti e
tutelare i lavoratori della pro-
vincia: questi sindacati sono
in mala fede quando afferma-
no rispetto alla Uil Fpl  che
“non sanno cosa ci sia sotto”
rispetto al  nostro rifiuto  di
partecipare all'assemblea dei
giorni scorsi alla provincia.
Questi sindacati sono prigio-
nieri, loro si, della politica
come hanno dimostrato i casi
del comune capoluogo e
all'Aterp dove non hanno
mosso un dito contro le male-
fatte di questi Enti perpetrati
ai danni dei lavoratori. E l'e-
lenco degli enti amici potreb-
be continuare. Il numero dei
casi di inciuci, la dice lunga e
di certo non sono privi di
messaggi che vanno oltre la
semplice collaborazione.
Ogni giorno si assiste ad
alleanze tra sindacati e politi-
ca per finii non certo nobili,
anzi talvolta per consentire
scalate, protezioni, promo-
zioni agli amici degli amici.
Alla riunione assembleare
della provincia non abbiamo
partecipato perché prima
vogliamo vedere le carte,
conoscere fatti e circostanze.
Einaudi diceva che prima  di
agire bisogna conoscere.
Quello che farà la Uil e la Uil
Fpl già da domani. Ed i risul-
tati verranno resi pubblici:
vedremo poi quello che c'è
sotto. Prima non è stato pos-
sibile perché eravamo al con-
gresso nazionale.
L'Amministrazione provin-
ciale  ha bisogno di una forte
scossa. La vicenda che ha
visto una sorta di processo
sommario al Dg è un chiaro
sintomo di un certo malesse-
re che per usare un eufemi-
smo definiamo scorretta dal
punto di vista  del metodo e
della deontologia. Occorre
prima conoscere  i fatti, se la
Cisl Fps e la Fp Cgil  non lo
hanno voluto fare   sono pro-
blemi loro, devono però
rispondere sui fatti ed i fatti
ci spingono a dare un giudi-
zio negativo sulla politica per
il personale che sino ad ora è
stata condotta dalla
Provincia. Occorre una forte
presa di coscienza ed uno
scatto di reni e poi una vera
riorganizzazione degli uffici
e dei servizi e le campagne
contro questo o quello o la
cultura del sospetto sono il
termometro di un certo sfa-
sciume di politica sindacale.
Ci si deve far carico di un
chiarimento politico in quan-
to il caso Dg attiene alla
responsabilità di singoli sog-
getti ed è la presa d'atto della
sconfitta dell'Ente dal punto
di vista etico-morale  Se que-
sto poi, fa mandare all'aria
quel pò di unitarietà tra di noi
è una altro discorso: noi ci
arrenderemo solo sui fatti e
non ai partiti ed a quelli che
sono la ruota di scorta. Il sin-
dacato è più forte per una
ragione molto semplice: si
muove e giudica le ammini-
strazioni pubbliche sui conte-
nuti non sugli schieramenti
che li compongono né tanto-
meno su personalismi. I pro-
blemi della politica non li
può risolvere il sindacato. La
concertazione a Vibo la si
sostiene solo a parole, nei
fatti come è accaduto al
comune capoluogo, all'Aterp
ed in tanti comuni si calpe-
stano gli accordi e la Cgil e la
Cisl stanno zitti.  La Uil e la
Uil Fpl ha sempre detto
“pane al pane e vino al vino”.
Le cose come è noto alla
Provincia non funzionano:
l'organizzazione del lavoro è
caotica. Cosa non funziona?
Il fatto che ci sono alcuni
dipendenti privilegiati, una
sorta di caste di mandarini
che fanno solo gli interessi
propri mentre la stragrande
maggioranza di essi non
viene messa in condizione di
lavorare. Occorre risanare.
Serve qualità. Valorizzare le
risorse umane. Investire sul
benessere delle persone. Se
viene calpestata la dignità e
la professionalità non ci può
essere produttività. Cosi si
rimette in moto la Provincia.
Il nostro territorio è povero
perché ci sono tante ingiusti-
zie.Occorre allora fare una
grande battaglia. Questo è il
nostro compito, il nostro
ruolo. Ci vuole coraggio,
intelligenza ed idee: il senso
del valore di se stessi. Diritti
e doveri e garanzie di certez-
ze, dignità e libertà. Fare fun-
zionare la macchina burocra-
tica, perché ciò, è garanzia di
diritti per i più deboli.
Costringere la politica a dare
risposte precise ad istanze
serie. Sconfiggere la logica
delle corporazioni e delle
caste. Liberarsi dai condizio-
namenti. Chi è in buona fede
deve  convenire su ciò ed
arrendersi ai fatti. Noi su
queste cose siamo rigorosi ed
esigenti e in diverse occasio-
ni abbiamo chiesto di cam-
biare rotta, metodi.  Lavorare
assieme al sindacato per noi
vuol dire solo una casa: lavo-
rare per e assieme ai lavora-
tori per la tutela dei diritti
legittimi.
Filippo Curtosi
Segretario Regionale Uil Fpl
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