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23 Giugno 2006
segue dalla prima
Oggettistica Etnica, complementi d’arredo
ed articoli da Regalo
Via A. De Gasperi, 52 - Vibo Valentia
sconto del 20% con l’esibizione di questo coupon
Palazzo Luigi Razza, figuria-
moci se contemporaneamen-
te sarà possibile in tempi
brevi ridisegnare la mappa
delle “ripartizioni” e delle
rappresentanze politiche
nella intera provincia. Si
pongono pertanto, due que-
stioni serie persistendo le
quali non sarà sicuramente
comodo affrontare il prossi-
mo futuro. Primo. Con que-
sto passo indietro di Bruni, si
determina una situazione più
difficile da gestire perché il
centrosinistra si divide netta-
mente in due tronconi: da
una parte c'è il Pdm con i suoi
alleati, dall'altra vi è invece
Margherita, Ds e diversi.
Secondo. L'ampio coinvolgi-
mento allunga inevitabilmen-
te i tempi della risoluzione
della crisi e rendendo meno
sereno il compito di ammini-
strare che in termini di effi-
cienza significa rendere i giu-
sti servizi alla popolazione.
Sarà - per restare con la mente
nella stagione estiva - una
vera e propria “full immer-
sion” che potrebbe riservare
degli spiacevoli inconvenien-
ti. Intanto Palazzo Luigi
Razza continuerà ad operare
priva dell'assessore agli affari
finanziari e il sindaco, sarà
sicuramente costretto quanto-
meno ad impegnare maggiore
tempo per le questioni che
interessano il bilancio: tutta-
via è un tecnico e non avrà
alcuna difficoltà per riuscirci
bene. Ma nel frattempo è faci-
le che, nel momento in cui si
rimette tutto in discussione,
qualcuno alzi il tiro o tiri la
corda fino a farla spezzare.
Noi, speriamo che ciò non
accada, ma restiamo fermi
sulla nostra idea che se la que-
stione fosse stata risolta diret-
tamente dal sindaco
Sammarco - il quale aveva
pieni poteri per poterlo fare -
sicuramente si sarebbe risolto
tutto in un baleno. Adesso c'è
chi già veste la muta subac-
quea e lega le bombole d'ossi-
geno per immergersi in un
lungo periodo di vacanza e di
riflessione durante il quale,
intanto, si è preso tempo per
decidere e ridistribuire gli
incarichi a seconda del pro-
prio peso politico. Ecco, il
proprio peso politico. Ma chi
è così stupido da ammettere
in piena coscienza la propria
consistenza, proprio nel
momento in cui gli è stata
data l'opportunità di dichia-
rarsi più forte?
Orbene, hanno per caso pen-
sato i nostri amici che alla
gente non interessa niente
della politica, ma pretende
dalla politica una società
diversa e più vivibile? Hanno
pensato i nostri amici del cen-
trosinistra che in questo
momento la valutazione che
la comunità amministrata ha
nei loro confronti è molto
bassa? Probabilmente no,
forse perché ai politici inte-
ressa la gente solo nel
momento in cui bisogna
andare a votare! Una vergo-
gna!
La “Full immersion” ...
Bruni nel tentativo di
ricompattare il centrosini-
stra fa un passo indietro: la
prima volta lo fece quando
anziché chiedere un numero
maggiore di assessori, ne
chiese solo uno in più a
quello che già aveva nella
giunta comunale. Ecco allo-
ra che in quest'ultima occa-
sione ha nuovamente pre-
valso il senso di chi la poli-
tica la fa di mestiere e non
per hobby. D'altro canto, il
Presidente della Provincia
aveva sperato in una presa
di posizione forte del
Sindaco che non è mai arri-
vata. Adesso, considerati i
tempi lunghi della soluzione
della crisi, Gaetano Bruni -
che nel frattempo esce a
testa alta in questa fase
delle trattative - potrebbe
decidere di accettare l'inca-
rico di assessore regionale
per la cui nomina dovrebbe
comunque attendere i tempi
della verifica appena avvia-
ti da Loiero. Verifica al cui
tavolo, sicuramente da
coordinatore regionale par-
teciperà a pieno titolo in
prima persona.
Per la città, e più comples-
sivamente per tutto il terri-
torio provinciale, si apre un
periodo per il quale difficil-
mente si riuscirà ad avere
quella serenità necessaria
ad amministrare profonden-
do il massimo impegno per-
ché la coalizione continuerà
è disgregata. Anche perché a
questo punto chi alzerà la posta
si troverà di fronte un Partito
Democratico Meridionale che
sicuramente alzerà una barrie-
ra non avendo più intenzione
di cedere ad eventuali forzatu-
re e che pretende invece, giu-
stamente, una visibilità che è
direttamente proporzionale
alla propria forza e che nella
maggiore quantità dei propri
uomini non può essere più
messa in discussione da nes-
suno.
Bruni esce...
di Raffaele Blandino*
L
a proposta di “Una
nuova Costituzione” che
emerge dalla modifica del
titolo V°costituisce, nel
contempo, a parere della
dottrina, un attentato all'u-
niversalità dei diritti e
all'eguaglianza dei cittadi-
ni, un attacco alla demo-
crazia partecipativa. Si
tratta di una riforma che
sostanzialmente attacca i
Principi fondamentali e la
parte I della Costituzione,
con un sostanziale indebo-
limento dei rapporti sociali
e dei rapporti politici, in
caso di vittoria del Si al
referendum. Sul piano dei
rapporti sociali, sarebbe la
Devolution ad indebolire,
nei fatti prima ancora che
in diritto, il ruolo promo-
zionale, perquativo e soli-
daristico che la
Costituzione, ad iniziare dai
primi quattro articoli, affida
alle istituzioni repubblica-
ne, rispetto al diritto al lavo-
ro, alla piena dignità socia-
le, alla effettiva uguaglianza
di tutti i cittadini, che poi è
l'ambito di giustizia sociale
specifico del ruolo e dell'a-
zione del Sindacato
Confederale. Sul piano dei
rapporti politici, va ribadita
la centralità del Parlamento,
salvaguardandola da un
eccessivo rafforzamento del
Capo del Governo.
L'esigenza di assicurare sta-
bilità all'Esecutivo non deve
portare a un indebolimento
della funzione di garanzia
del Presidente della
Repubblica e alla compro-
missione del principio del-
l'equilibrio tra i poteri, pre-
sente anche nei sistemi pre-
sidenziali di altri Paesi. Si
tenderebbe, insomma, a
creare una democrazia
“populistica”, specie se la
stessa la si legge associata a
scelte legislative in materia
di nuovo sistema elettorale,
di controllo del sistema
radiotelevisivo (legge
Gasparri) e delle disposizio-
ni di censura alla stampa in
materia di diffusione di
notizie, relative a procedi-
menti giudiziari in corso. A
tutto ciò si dovrebbero
aggiungere le molte Leggi
ad Personam varate dal
Governo Berlusconi.
In sostanza la riforma costi-
tuzionale abbandona la scel-
ta di “Governo parlamenta-
re” in favore del
“Premierato”, di fatto eletti-
vo, e fa scomparire i mecca-
nismi di equilibrio tra i
poteri che i costituenti del
1948 avevano assegnato al
capo dello Stato e alla Corte
Costituzionale. La straordi-
naria attualità e lungimiran-
za della nostra Costituzione
è rappresentata dai suoi
principi e dai valori in essa
contenuti, che rispecchiano
l'identità del popolo italia-
no. Essa è certamente il
frutto della pluralità delle
culture e delle opinioni poli-
tiche esistente nel momento
storico in cui è stata proget-
tata, del modo in cui sono
venuti a comporsi i rapporti
tra levarie istanze della
società italiana, e i principi
della democrazia e della
Coesione Nazionale, su cui
si basa, sono destinati a
rimanere validi nel tempo.
Di fatto, le riforme costitu-
zionali del 1999 e del 2001,
riguardanti l'elezione diretta
dei Presidenti delle Giunte
Regionali e l'autonomia sta-
tutaria delle Regioni e delle
Provincia autonome, hanno
tentato di dare risposte all'e-
sigenza di assicurae stabilità
agli Esecutivi e di ripensare
in chiave Federale la forma
di Stato, esigenze già peral-
tro rese evidenti, a livello di
legislazione ordinaria, con
l'entrata in vigore della
legge 142/90, delle leggi
elettorali sull'elezione diret-
te dei Sindaci e dei
Presidenti delle Province e
delle leggi Bassanini sul
decentramento amministra-
tivo. Ma le riforme più com-
plessive della Costituzione,
che modificano le condizio-
ni del patto sociale tra tutti i
cittadini, devono necessa-
riamente essere ampiamente
condivise, e non possono
essere decise a “colpi di
maggioranza”, come è avve-
nuto con la riforma del tito-
lo V°del 2005 da parte del
Governo di centrodestra.
Secondo le stime
dell'Eurispes, la calabria,
con l'applicazione della
Devolution, sarà gravata del
9% di pressione fiscale
aggiuntiva per vedersi assi-
curati i servizi di cui attual-
mente dispone. Mentre le
stime de “Il Sole 24 ore”
prevedono l'aumento delle
tasse in misura del 24,37%.
Comunque sia per il Sud
sarebbe un vero disastro,
anche perché oltre al dato
fiscale, si deve registrare
l'impatto negativo della
modifica dell'assetto giuri-
dico - istituzionale. Infatti,
il cambiamento delle attuali
competenze regionali (con-
correnti ed esclusive) mette
in discussione i principi
fondamentali di uno stato
moderno, quali l'uguaglian-
za dei cittadini, a prescinde-
re dal territorio in cui vivo-
no. Riconoscere competen-
za esclusiva alle Regioni
nelle materie relative alla
sanità e all'assistenza, all'i-
struzione e alla polizia loca-
le, significa correre il
rischio reale di venti diversi
sistemi regionali, con tutte
le prevedibili negative con-
seguenze di competitività
che non farebbero che
impoverire ulteriormente i
territori del Mezzogiorno, a
favore di quelli più forti,
con processi migratori verso
realtà istituzionali dove i
servizi pubblici (soprattutto
in materia di sanità ed istru-
zione) sono più qualificati e
adeguatamente coperti da
sostanziose risorse finanzia-
rie.
Per queste ragioni CGIL,
CISL, UIL, respingono uni-
tariamente, con il “NO” nel
referendum confermativo,
la riforma della parte II°
della Costituzione, approva-
ta dal Parlamento il 16
novembre 2005.
*Segretario Regionale CISL
Referendum: CGIL, CISLe UIL
si schierano peril “No”
Il sindaco Franco Sammarco durante uno degli ultimi
Consigli comunali. Asx l’ass. Achille, a dx l’ass. Iannello
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