6
23 Giugno 2006
Q
uando si parla di sedu-
zione nell'immaginario
collettivo si presenta l'idea
di una donna bella e sensua-
le che è in grado di attrarre
ogni uomo che incontra sul
suo cammino diventando
essa stessa una figura ete-
rea. Anche per l'uomo fortu-
natamente vige la stessa
regola e pur se nella lingua
italiana il termine seduzione
ha un significato tutto nega-
tivo riferito ad un atteggia-
mento atto ad irretire o cir-
cuire un'altra persona, io
ritengo che non vada letto e
vissuto in questi termini
poiché sono certa che la
seduzione sia un gioco in
cui entrambe le parti sono
consapevoli del ruolo
assunto da cui ne traggono
piacere e soddisfazione.
Considero perciò l'atto
seduttivo nella sua accezio-
D
opo la formazione dei
gruppi unici dell'Ulivo
alla Camera e al Senato, il
primo embrione della futura
classe dirigente Democratica
- Riformista prenderà corpo
in Europa. E' questo l'obietti-
vo di Nicola Zingaretti e
Lapo Pistelli, capi delegazio-
ne al Parlamento Europeo
per i Ds e la Margherita, che
hanno deciso di unire le forze
per lanciare a Bruxelles la
prima European Summer
School, per i futuri quadri
dirigenti del Partito
Democratico Riformista.
Secondo i due esponenti dei
Ds “Bruxelles, non Roma è
ormai il luogo della Politica.
E la dimensione europea
deve essere geneticamente
presente nella cultura del
futuro Partito Democratico”
Aguidare una delegazione
meridionale di giovani pro-
fessionisti aderenti ai Ds, che
si recherà nei prossimi giorni
a Bruxelles per partecipare al
primo di una serie di semina-
ri promossi dalla European
Summer School, è stato chia-
mato il vibonese, Pasquale
Petrolo, giornalista esperto in
comunicazione istituzionale,
nonché componente del
direttivo regionale e della
segreteria provinciale dei
Democratici di Sinistra. «Il
rilancio dell'economia cala-
brese e italiana sarà un pro-
cesso lungo e difficile, ma è
importante rimboccarsi le
maniche e voltare pagina
puntando sul consolidamento
e sulle opportunità offerte
dall'Unione Europea», ha
dichiarato Petrolo il quale ha
aggiunto “Senza un Europa
forte e autorevole saremo
tutti più deboli. È in questo
percorso che può crescere e
forgiarsi una nuova genera-
zione ed è in questa dimen-
sione europea che può for-
marsi una nuova cultura
politica riformista e demo-
cratica, partendo dal con-
fronto, dallo scambio reci-
proco e dallo studio dei pro-
blemi”. Alle lezioni del
primo seminario della
European Summer School,
“Capire, conoscere, costruire
l'Europa” che si terrà a
Bruxellese dal 28 giugno al 2
luglio, è prevista, tra gli altri,
la presenza del presidente del
Consiglio, Romano Prodi,
del segretario nazionale dei
Ds, Piero Fassino e del presi-
dente nazionale della
Margherita, Francesco
Rutelli.
(nella foto Pasquale Petrolo
con Piero Fassino ad una
recente iniziativa dei
Democratici di Sinistra)
di Salvatore Vetrò
L
a crisi attuale
del'Europa, a mio avvi-
so, è dovuta alla crisi di
identità degli europei causa-
ta dall'oblio della propria
provenienza culturale, dal
rifiuto della propria genealo-
gia, più che alle difficoltà
economiche o alle divergen-
ze politiche. Ritengo che la
manifestazione più grave di
questa malattia sia il relati-
vismo morale promosso
dalla dittatura mediatica. Si
deve riconoscere, che si sta
assistendo contemporanea-
mente all'eutanasia della
cultura, dell'anima europea e
all'accanimento terapeutico
sulla politica malata che cor-
risponde al corpo
dell'Unione Europea. Si spe-
rimenta dolorosamente
come fosse illusorio il pen-
siero di Hegel, quando ipo-
tizzava la creazione di uno
stato ideale in Europa, una
specie di maxi-Stato, com-
posto da piccoli stati nazio-
nali, che avrebbe fatto spari-
re i conflitti politici. Ame
sembra che si stia creando
una Europa formata sul
modello di uno stato che
sarà sempre minacciata dai
diversi totalitarismi, magari
presenti in modo “politica-
mente corretto” e conseguiti
in maniera indolore, in
quanto si constata l'esistenza
di un insieme di uomini
costretto ad ubbidire alla
legislazione introdotta da
una minoranza che non
costituisce una comunità di
persone sovrane unite dagli
stessi valori. L'Europa è nata
come comunità, in armonia
con una verità ontologica
della persona umana qual'è
l'essere comunionale; l'uo-
mo per essere pienamente
uomo ha bisogno delle rela-
zioni interpersonali, l'uomo
si realizza pienamente nella
comunità delle persone libe-
re e originalmente uniche.
Penso che sia importante il
riferimento a San Benedetto
che ci riporta a una sfera che
precede la politica e la tra-
scende, cioè, alla cultura e ci
ricorda la primordiale unità
culturale dell'Europa. Per
merito di San Benedetto è
incominciato ad affermarsi
il fenomeno tipico del
Cristianesimo occidentale
della separazione del trono
dall'altare, cioè, il potere
religioso dal potere politico.
San Benedetto ha formulato
il concetto di politica come
servizio al bene di ogni sin-
gola persona e al bene
comune. Non si può negare
che la cristianizzazione
dell'Europa coincida con il
processo di umanizzazione
della politica e della legisla-
zione che si basa sui fonda-
mentali valori cristiani. La
cristianizzazione, prima
vera globalizzazione, ha
fatto dell'Europa uno spazio
di eccezionale creatività cul-
turale. Purtroppo, la secola-
rizzazione dell'Europa ha
separato l'uomo europeo
dalle sue radici cristiane e ha
separato, di conseguenza, la
politica dal suo humus cul-
turale. I politici, secondo
me, privi di una precisa
genealogia culturale sono
disorientati, spesso agiscono
cinicamente e subiscono la
tentazione di un facile suc-
cesso a tutti i costi. Ritengo
che senza la cultura durevo-
le non sia possibile la politi-
ca nel senso nobile della
parola. Per elaborare un
durevole progetto politico
pe l'Europa, bisogna prima
di tutto realizzare un rinasci-
mento della cultura europea.
L'Europa deve mettere sul
tavolo del nuovo assetto
mondiale che si va profilan-
do, il suo umanesimo, cioè,
quella concezione della per-
sona che, seppur tra mille
contraddizioni e tradimenti,
la cultura europea nei secoli
ha elaborato e diffuso. Senza
umanesimo forte e metafisi-
camente motivato, la poten-
za tecnologica ormai globa-
lizzata, rischia di risolversi
in una barbarie di portata
devastante. Ritengo che da
un acquisito potere tecnolo-
gico non regolato dai neces-
sari contrappesi antropologi-
ci, che l'umanesimo europeo
ha elaborato, possa scaturire
solo barbarie. Penso, soprat-
tutto, alle culture dei grandi
paesi dell'Oriente che avan-
zano a ritmi vertiginosi nello
sviluppo tecnologico, ma
che non possiedono il baga-
glio personalistico necessa-
rio a fronteggiare i pericoli.
L'Europa vedrà restringere il
mercato per le sue merci e i
suoi prodotti, ma senza dub-
bio possiede un bene che
non solo può, ma deve senti-
re il dovere di esportare: è la
cultura della persona, dei
suoi diritti, della sua tra-
scendenza sulla realtà mate-
riale e animale.
Il gioco della seduzione
ne più ampia e intrigante
tralasciando giudizi e note
moralistiche. La capacità di
sedurre, sia essa dote innata
o competenza acquisita nel
tempo, può divenire una
vera e propria arte che
viene affinata giorno dopo
giorno e che offre possibili-
tà di conquista e potere
nella relazione con l'altro.
La seduzione non è solo bel-
lezza in senso canonico ma
importanti diventano tanti
piccoli dettagli che nel com-
plesso trasmettono sensuali-
tà, passione, energia, sicu-
rezza di se e fascino: questi
dettagli fanno tutti parte del
linguaggio non verbale, del
“non detto” che spesso si
tende a trascurare ma che in
realtà dice molto di più di
una persona di quanto que-
sta possa esprimere a paro-
le.
Pensiamo allo sguardo, alla
gestualità delle mani, all'an-
datura con cui ci si muove,
al modo di vestirsi, ai profu-
mi, al tono della voce e ai
movimenti sensuali e fluidi
del corpo. In tutto questo c'è
ben poco di razionale, è il
corpo che parla per noi e se
fatto con troppa insistenza e
in modo studiato rischia di
diventare comportamento
goffo e ridicolo.
Nella fase del corteggia-
mento il fattore seduzione è
di importanza fondamentale
per conquistare l'altro e per
creare quel contatto affetti-
vo e mentale che non può
ancora tradursi in contatto
fisico e in cui si manifesta-
no passioni, emozioni, desi-
deri, paure talmente forti da
rendere sufficientemente
vulnerabile ogni persona,
che si concede così senza
inibizioni e falsi pudori.
Ancora il potere seduttivo
nella relazione amicale e
nelle situazioni lavorative:
spesso viene utilizzato in
modo così consapevole che
alla fine può diventare
un'arma a doppio taglio poi-
ché non vi è un esclusivo
rapporto “duale” ma altre
persone ne sono coinvolte.
È proprio in questi casi che
bisogna utilizzare la sedu-
zione con molta cautela
soprattutto se non si vuole
seminare invidia e odio
intorno a se.
Ora immaginiamo quanto la
seduzione giochi un ruolo
importante nelle coppie già
consolidate, dove la man-
canza di complicità, fatta di
sguardi, sorrisi e piccoli
gesti, fa scemare lentamente
la passione iniziale: non
sorprendiamoci poi se il
partner perde interesse e si
rivolge altrove per appagare
il desiderio di sedurre o di
essere sedotto!!!
Amio parere uno degli
scopi della seduzione è
quello di confermare se
stessi, del piacere all'altro e
la quantità di senso del
potere che ne deriva è pro-
porzionale alla consapevo-
lezza dell'essere seducenti;
d'altra parte chi è sedotto
agisce in modo consapevol-
mente passivo e si lascia
travolgere e in certi casi
stravolgere dalla ritrovata
passione e dal desiderio
implicito di possesso. Si
tenga comunque in conside-
razione che la seduzione è il
modo più naturale di espri-
mere la propria sessualità
attraverso gesti e comporta-
menti inconsci quali ad
esempio accavallare le
gambe, passare la mano fra i
capelli, guardare l'altro in
modo intenso, parlare con
tono di voce basso con
modalità che però differi-
scono tra uomini e donne,
pur mirando allo stesso
obiettivo: lei più lenta,
riflessiva e tenace, lui più
diretto, istintivo e pronto
all'azione, al fine di ottenere
entrambi un rapporto intimo
ed eventualmente una rela-
zione di coppia. In ogni
caso il termine “gioco di
seduzione” può essere para-
dossalmente improprio in
quanto la seduzione stessa è
un meccanismo inconscio
che sta alla base della ripro-
duzione e quindi della
sopravvivenza della specie,
qualcosa che è impresso
nella memoria storica col-
lettiva e pur con qualche
variante sopravvive al pas-
sare del tempo, all'evolversi
delle culture e ai condizio-
namenti sociali.
Beatrice Armocida - Psicologa
Per contatti personali:
beatrice_armocida@virgilio.it
349.7312665
I consigli della Psicologa
Pasquale Petrolo alla
European
Summer School
di Bruxelles
I compiti dell'Europa
Visitate il nostro
sito internet
www
.ilvibonese.com
con l’archivio dei
numeri arretrati
|
COPYRIGHT © 2006 ..::*www.ilvibonese.com*::.. ALL RIGHTS RESERVE IN COLLABORAZIONE CON Ricette cucina
|