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1 Luglio 2006
C
oniugare il glorioso pas-
sato di Vibo Valentia con
le tendenze e le aspettative
del presente. E’questo lo
sforzo che durante questo
primo anno di gestione della
cosa pubblica, la Giunta
Sammarco ha compiuto nel
settore delle politiche cultu-
rali. Un obiettivo ambizioso
che pur tra mille difficoltà -
alcune delle quali originate
dalla esiguità di fondi di
bilancio – ha visto raggiunte
tappe importanti contrasse-
gnate dal gradimento della
collettività che ne ha decreta-
to il successo con una parte-
cipazione attiva e convinta.
L’Assessorato alla Cultura,
guidato da Assunta Achille,
continua a mantenere alto il
prestigio delle più antiche
tradizioni vibonesi solleci-
tando la cittadinanza, e non
solo, a riscoprire il gusto per
la cultura in tutte le sue
espressioni, riconsegnando
alla città quel fermento e
quella vitalità che nel passato
avevano attratto da più parti
lusinghiere considerazioni.
Ed in questo contesto rientra
l’iniziativa di questi giorni
dell’Assessorato alla cultura.
Si tratta della “Valentia
Aurea, edizione 2006 – spie-
ga Assunta Achille, assessore
comunale al ramo – una
manifestazione con la quale,
l’Amministrazione comuna-
le, intende assegnare un rico-
noscimento a personalità di
origini calabresi che si sono
lontano 1961; oppure
Costantino Mortati, uno dei
principali redattori della
Carta Costituzionale premia-
to nel 1963; e poi, ancora –
prosegue Sammarco – come
non ricordare lo storico
Ernesto Pontieri e uomini
calabresi di governo di spic-
co come Giacomo Mancini,
Riccardo Misasi, Aldo
Casalinuovo e il vibonese
Giacinto Froggio. Non pre-
tendiamo certamente gli
onori della scoperta – con-
clude il sindaco – perché l’i-
niziativa fu promossa dal
Sen. Antonino Murmura
nella sua qualità di sindaco
della città e dall’Avv.to
Franco Inzillo all’epoca pre-
sidente della locale APTin
quegli anni, ma la fierezza e
la gioia per essere riusciti a
riproporre l’iniziativa, che
vuol essere evento per la
città, sicuramente sono sen-
sazioni che non possono
esserci negate.
“
Valentia Aurea 2006” si
celebra oggi, sabato 1 luglio
nella Sala del Consiglio di
Palazzo Luigi Razza, alle
ore 11,30. Il sindaco Franco
Sammarco consegnerà il
premio a due calabresi sti-
mati in tutta la nazione:
Annibale Marini, Presidente
della Corte Costituzionale e
Cesare Ruperto, Presidente
Emerito della Corte
Costituzionale
.
Antonello Nusdeo
distinte per la loro opera, e
che magari attraverso lo
svolgimento della loro pro-
fessione anche fuori
Regione, hanno spontanea-
mente mantenuta alta l’atten-
zione per la nostra terra,
richiamandone il fascino e le
capacità della sua gente.
“Valentia Aura – aggiunge il
vice sindaco del comune di
Vibo Valentia – premio della
più fulgida tradizione vibo-
nese garantito dalle ammini-
strazioni cittadine che si sono
succedute tra il 1961 ed il
1967 nell’ambito della mani-
festazioni estive dell’Agosto
Vibonese e che nonostante i
positivi riscontri dal 1968 ad
oggi non è più stato ripropo-
sto. Quest’anno, l’Asses-
sorato comunale alla Cultura,
anche su sollecitazione del
sindaco Sammarco, con slan-
cio si è prodigato a ripristina-
re l’iniziativa nella convin-
zione che l’idea di rispolve-
rare una “gloria” cittadina
del passato sarà sicuramente
apprezzata con ampi consen-
si e non solo negli ambienti
culturali, e non solo nella
nostra città”.
Anche il primo cittadino,
Franco Sammarco, fortemen-
te motivato nel sostenere la
proposta di Assunta Achille,
non nasconde la propria sod-
disfazione per essere riusciti
a rimettere in piedi l’interes-
sante iniziativa cultu-
rale.”Avremmo voluto fare
splendere Valentia Aurea già
lo scorso anno, ma ci erava-
mo appena insediati. Il
tempo a nostra disposizione
era sicuramente insufficiente
per dare al premio l’organiz-
zazione ottimale a garantire
attrattività e successo che,
noi tutti siamo sicuri, avrà
questa edizione. Oggi, per
questo – asserisce il primo
cittadino - non possiamo non
dirci orgogliosi della nostra
scelta che ripropone alla città
una iniziativa di grande spes-
sore e di grande valenza cul-
turale, dimenticata da quanti
hanno amministrato questa
città per circa quarant’anni.
Valentia Area è stata asse-
gnata a uomini che hanno
contrassegnato la storia della
Calabria: dallo spettacolo
alla politica, dalla cultura alle
istituzioni democratiche.
Come non ricordare Leonida
Repaci, Raf Vallone e il
direttore generale della Rai
Fulvio Calmieri, premiati nel
Ill.mo Sig. Sindaco,
quanto leggo quasi ogni
giorno sui vari giornali,
quanto sento sento dire da
cittadini comuni, quanto mi
capita di constatare perso-
nalmente, mi suggerisce e
mi fa sentire il dovere, sia
pure convintissimo della
mia modestia e molto spes-
so insignificante persona,
di rivolgermi a Lei, alle
forze politiche e sociali
della città. Com’è noto,
oggi, si è tutti, più o meno,
convinti che si registri una
grande sfiducia nei con-
fronti di tutto e di tutti, par-
ticolarmente nei confronti
delle istituzioni. Io ritengo
che appunto per questo
motivo sia necessario
riaprire dal “piccolo” e
dal “quotidiano” con
molta pazienza. Credo sia
necessario promuovere e
favorire la partecipazione
ripartendo dalla fiducia,
perciò, si rende indispensa-
bile cooperare, a comincia-
re da Lei e dalle forze poli-
tiche e sociali, per ridurre
al minimo le situazioni che
generano sfiducia. Non si
deve essere superficiali, ma
con vigile spirito critico e,
contemporaneamente, con
vivo desiderio di costruire
in modo paziente ed instan-
cabile. Gli amministratori
della città possono e devo-
no essere artefici importan-
ti della fiducia, perché
sicuramente il Comune,
essendo la istituzione più
vicina ai cittadini, costoro
guardano con minore fidu-
cia. E’necessario, quindi,
ridare speranza civile e
nello stesso tempo il gusto
della responsabilità civile.
Ella, signor Sindaco, ha la
autorità per creare occa-
sioni di sciolto dei cittadi-
ni, di dialogo, di dibattito,
di partecipazione. Allora,
ricrei occasioni di parteci-
pazione, occasioni per
prendere parte alla vita
collettiva e comunitaria
della nostra città. E’nella
città che si impara l’impe-
gno per gli altri, è nella
città che la coscienza civile
di ciascuno si forgia, si for-
tifica, si esprime con fecon-
dità d’impegni e con corag-
gio e creatività. Ella,
signor Sindaco, dovrebbe
cercare di coinvolgere in
modo particolare i giovani,
mediante una attenzione ed
uno spazio speciali a loro
riservati. So che non è sem-
plice e facile il rapporto tra
giovani e le istituzioni, ma
Lei dovrà aiutare i giovani
ad essere cittadini e offrire
loro occasioni di parteci-
pazione. Sono convinto,
pure, che non tutto dipenda
da Lei, ma credo anche che
Lei molto possa fare per
sostenere le famiglie nella
loro non facile arte dell’e-
ducare, e moltissimo possa
fare perché i giovani “sor-
ridano alla vita”. Ella
dovrebbe coinvolgere i
tanti giovani e i tanti adulti
che hanno una coscienza
civile rettamente formata;
dovrà riscoprire insieme a
tutti le ragioni ed il senso
di far politica. So che ho
osato troppo, ma oso
ricordarLe che la vera
democrazia sta nel dibatti-
to, fatto, però, con convin-
zione, con passione e con
entusiasmo, e spesso,
anche con irruenza. Ella
dovrà fare in modo che si
recuperi da parte dei citta-
dini la stima per la politica
e per la democrazia, perché
fare l’amministratore loca-
le è fare politica in quanto
il Suo è un amministrare
così denso di possibilità, di
intelligenza e passione che
non può che essere autenti-
ca “politica” che è l’eterno
presente della storia ed
equilibrio tra utopia e
potere, ma soprattutto è
gusto della verità, di quel
“Si” e di quel “No” detti
con coraggio e libertà, a
tempo e a luogo giusti.
Inoltre, con molta umiltà,
mi permetto affermare che
una democrazia autentica-
mente liberale, il rapporto
tra maggioranza e mino-
ranza, tra opposizione e
governo locale sono fatti
tra uomini impegnati su
una questione non sull’in-
sulto reciproco, sulla
vicendevole disistima, sul-
l’altro che è considerato un
nemico da abbattere. Un
corretto ed amichevole
rapporto tra amministrato-
ri e politici è un bene per
tutti, è un dovere di tutti.
Ritrovare allora i modi e i
toni corretti per un civile
dibattito democratico,
senza finzioni combattendo
per un’idea, per un proget-
to, per scelte politiche e
amministrative spesso
diverse o alternative, ma
per questo e solo mper que-
sto senza comportamenti e
atteggiamenti che imme-
schiniscono la politica e la
rendono odiosa agli uomi-
ni. L’avversario và consi-
derato come una persona
che ha lo stesso impegno
nel costruire un futuro
migliore che sceglie, spes-
so, altra strada e propone
altre soluzioni. Ritengo che
dobbiate vicendevolmente
stimarvi, che dobbiate
essere avversari leali, con-
frontandovi nel merito
delle questioni. Infine, mi
permetto di suggerire che
proprio Ella, signor
Sindaco, debba pruomove-
re nella nostra città dibatti-
ti sui vari temi che riguar-
dano la politica, i valori da
riscoprire, la democrazia,
la formazione civile e
morale e culturale dei cit-
tadini. Ritengo che oggi si
debba ripensare la solida-
rietà in ambito diverso
rispetto al passato, edifi-
cando un nuovo modo di
vivere insieme. Penso che
ogni comunità abbia biso-
gno di tre principi regolati-
vi: contatto, crescita della
ricchezza e reciprocità
genuina e che ogni comuni-
tà si sviluppa in modo
armonioso se sono attivi e
ben combinati tra loro que-
sti tre principi. La ringra-
zio, signor Sindaco e sicuro
che Ella apprezzerà i miei
sentimenti, Le auguro un
lungo e fecondo lavoro in
favore della nostra città.
Con rispetto
Salvatore Vetrò
RIPARTE “VALENTIAAUREA”
L’iniziativa culturale era stata realizzata con successo dal 1961 al 1967
Lettera aperta al Sindaco Sammarco
Spazio autogestito dell’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia
Acura dell’Ufficio Stampa
Il sindaco Sammarco
L’assessore Achille
Se al posto di
questo messaggio
vi fosse stata la
Vostra immagine o
la Vostra
promozione
aziendale per chi
sarebbe stato
meglio?
Per Voi?
O per noi?
La comunicazione
ti fa diventare un
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