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08 Luglio 2006
di Gaetano Luciano
C
arissimi amici e compa-
gni, mi avete tempestato
di telefonate per conoscere in
tempo reale i particolari del
nubifragio che ha colpito la
mia città e la mia provincia.
Rispetto alle occasioni passa-
te mi avete sentito quasi reti-
cente, restio a parlare. La dis-
soluzione del territorio, dove
siamo cresciuti e ci siamo
incontrati  per cambiare il
mondo e la Calabria, mi ha
turbato e continua a turbar-
mi. Una dissoluzione che
avrebbe potuto colpire zone
limitrofe o più lontane: le
radici del problema sono le
stesse. Noi non ci siamo
curati del nostro ambiente,
noi abbiamo elargito a man
bassa favori urbanistici
senza tenere conto dei poten-
ziali disastri a cui andavamo
incontro.
Carissimi amiche e compa-
gne mi domandate con insi-
stenza di stabilire i torti e le
ragioni di queste sciagurate
situazioni che continuano a
colpire la mia e la vostra
regione. Mi chiedete delle
motivazioni che stanno alla
base dei disservizi che pon-
gono  questa provincia e
questo capoluogo tra i terri-
tori più poveri e più degrada-
ti del nostro Paese. 
Come se dovessimo ancora
ragionare in termini ideolo-
gici vorreste da me un atto
d’accusa contro le vecchie
classi dirigenti che hanno
disamministrato la città e il
territorio. Vorreste sentire da
me l’antico ritornello delle
maldestre saldature  tra pote-
re politico e potere economi-
co che si è prodotto nella
prima repubblica. Abbiamo
già scritto, senza risultati.
Carissimi, io Vi ringrazio per
la stima che riponete nei
miei confronti tirandomi
fuori dalla cerchia dei cattivi
maestri, ma non posso esau-
dire i vostri 
desiderata
. Per
me è arrivato il tempo di
ricostruire le cose basando-
mi sui comportamenti e non
sulle parole e sulle apparte-
nenze a partiti e/o associa-
zioni. In questi ultimi anni
va di moda il termine 
bipar-
tisan
, ovvero la necessità
che, tutti insieme, su alcuni
punti essenziali, si abbia una
medesima visione di valori
su cui si fonda una società
civile e moderna.  In
Calabria in linea generale è
da tempo che noi, nella stra-
grande maggioranza, adot-
tiamo la politica bipartisan
per esempio nella gestione
del territorio. Destra e sini-
stra, centrodestra e centrosi-
nistra, amici della destra e
amici della sinistra, senza
distinzione, assessori della
prima repubblica e di quella
(seconda) mai nata hanno
una medesima condivisione
dei disvalori nella gestione
del territorio. 
In questi giorni Voi vi appre-
state a scendere in Calabria a
trascorrere le ferie ed io,
come ogni anno, sono qui ad
aspettare per accompagnarci
nelle nostre lunghe passeg-
giate serali a visionare gli
scempi ambientali permessi
dagli amministratori locali
dietro le pressanti richieste
della cosiddetta società civi-
le. Sarà così anche negli anni
a venire.
L’altro giorno mi avete chie-
sto della querelle sul caso
Crea. Non mi sottraggo al
giudizio. Si chiede, da più
parti, al consigliere regionale
Crea di dimettersi dal suo
incarico: mi chiedo se forse
insieme a lui non dovrebbero
dimettersi coloro che ne
hanno consentito e forte-
mente voluto  la sua candida-
tura nelle liste della
Margherita nel 2005, a pre-
scindere dalle eventuali
responsabilità con i fatti di
Locri. Ma questa è un’altra
cosa. In Calabria è notorio
che la premialità elettorale e
partitica tocchi a coloro che
sanno elargire favori anche
in spregio delle più elemen-
tari norme di legalità. Quanti
casi Crea circolano nelle
varie istituzioni?  Qualcuno
poi scopre l’acqua calda e
corre ai ripari se viene assas-
sinato un Fortugno.
Cari amici, come al solito, vi
aspetto e nell’occasione vi
farò da guida nei comuni
della mia provincia e vi farò
vedere con i vostri occhi i
responsabili degli ulteriori
disastri ambientali. Prima di
chiudere e salutarvi il mio
omaggio più deferente è
diretto alle ignare vittime del
nubifragio. 
L
uigi Sbarra, segretario gene-
rale Usr – Cisl e Raffaele
Blandino, segretario regionale
Cisl, con un comunicato stampa
congiunto, intervengono sulla
“grave situazione del Vibonese,
determinata dalla catastrofica
alluvione del 3 luglio” e asseren-
do che quanto è avvenuto
“preoccupa la Cisl calabrese e
nazionale  che seguono con
apprensione l’evolversi della
situazione”.
“Innanzitutto – si legge nella
nota - si esprime  il  profondo
cordoglio alle famiglie delle 4
vittime e la piena solidarietà a
quanti hanno perso casa e beni. I
danni ingenti alle colture agrico-
le, al settore turistico e industria-
le compromettono ulteriormente
la già debole economia del terri-
torio, mentre interi tratti della
statale 18 e di altre arterie pro-
vinciali sono stati letteralmente
spazzati via dalla furia delle
acque”. Pertanto la “Cisl chiede
che i Governi Nazionale e
Regionale provvedano con
urgenza a stanziare i fondi
necessari non solo per i primi
interventi (è assolutamente
insufficiente la somma di 5
milioni di euro preannunciata
dal Presidente del Consiglio
Prodi nella sua visita-lampo a
Vibo Valentia), bensì per recu-
perare tutte le infrastrutture via-
rie, ferroviarie e, soprattutto per
le reti idriche e fognanti, irrepa-
rabilmente danneggiate.
Analogamente bisogna assicura-
re le risorse finanziarie per il
sistema produttivo locale (agri-
coltura, turismo e industria), il
cui rilancio risulta vitale per
assicurare il mantenimento dei
livelli occupazionali. Atale pro-
posito va immediatamente
dichiarato lo STATO DI CALA-
MITA’, per far scattare anche le
misure a favore delle aziende
che non sono in grado di onora-
re le scadenze fiscali e le scoper-
ture bancarie per l’imprevisto
blocco delle attività che lascia a
casa centinaia di lavoratori”.
“Come Sindacato – scrivono
ancora i due sindacalisti - auspi-
chiamo una forte sinergia anche
di Comune e Provincia che, oltre
a quantificare i danni, provveda-
no alla progettazione delle opere
di ripristino, con il pieno coin-
volgimento di tutte le forze poli-
tiche, al fine di assicurare unani-
me sostegno in sede
Parlamentare e di Consiglio
Regionale per quanto concerne
l’adozione dei provvedimenti di
competenza. Un’ultima annota-
zione, seppur spiacevole,  si
registra una fase in cui si stanno
spegnendo i riflettori sul tragico
evento. Il rischio è che, pur
essendo in una condizione di
gravissimo disagio, con molte
famiglie senza tetto e con la
situazione sanitaria a stento
tenuta sotto controllo, per il
pericolo di epidemie, tutto appa-
rentemente rientri nella normali-
tà per i mass media e la carta
stampata. Invece – concludono i
due dirigenti sindacali della Cisl
- occorre moltiplicare gli sforzi
per riportare serenità e speranza
tra la popolazione così duramen-
te provata da un cataclisma di
dimensioni impensabili e con
danni così rilevanti da richiedere
una straordinaria fase di rico-
struzione”.                                  
I
l drammatico bilancio del
violento nubifragio abbat-
tutosi nei giorni scorsi sulla
città di Vibo Valentia e sulla
sua provincia pone con pres-
sante evidenza la necessità di
adeguare tutto il territorio di
una rete capillare di pronto
intervento e di strutture sani-
tarie efficienti e capaci di far
fronte alle improvvise emer-
genze causate da circostanze
naturali come quelle verifica-
tesi tragicamente nel territo-
rio del capoluogo vibonese.
“In un contesto ambientale
che ci ha abituati all’emer-
genza, la costruzione del
nuovo ospedale di Vibo è
dunque una priorità che non
può più attendere” esordisce
così attraverso una nota
stampa il consigliere regio-
nale dei Democratici di
Sinistra, Bruno Censore, il
quale, nei giorni scorsi, ha
sollecitato l’intervento della
Regione per “affrettare i
tempi e snellire il percorso
burocratico che ci auguriamo
porterà presto all’impegno
dei 30 milioni di euro desti-
nati alla costruzione del
nuovo nosocomio la cui
importanza è stata più volte
sottolineata dall’Assessore
alla Sanità Doris Lo Moro di
fronte ad una folta assemblea
di medici ed operatori sanita-
ri riuniti per ascoltare gli
indirizzi della nuova pro-
grammazione sanitaria regio-
nale”.
L’appello che Censore rivol-
ge al Governo regionale ed
alla magistratura riguarda la
“definizione dei tempi per
arrivare ad una rapida con-
clusione delle indagini giudi-
ziarie ed amministrative che
sono iniziate a seguito dell’o-
perazione ‘Ricatto’grazie
alla quale è stato possibile
interrompere  la catena  delle
tangenti che sono circolate
intorno alla costruzione del-
l’ospedale vibonese”. 
Secondo il Consigliere
Censore “Occorre dare
immediata lettura della rela-
zione depositata dalla com-
missione regionale d’inchie-
sta voluta dall’assessore Lo
Moro e quella dei periti della
Procura della Repubblica di
Vibo per capire su quali
canali è possibile innestare
un nuovo percorso che acce-
lererà l’iter risolutivo verso
la realizzazione del nuovo
ospedale di Vibo ed incre-
mentare l’erogazione di ser-
vizi sanitari di qualità secon-
do il desiderio degli operato-
ri sanitari e le aspettative dei
cittadini dell’intera provin-
cia”. “In un contesto geogra-
fico complesso e difficile
come quello vibonese, che si
accompagna alla precarietà
delle vie di comunicazione -
prosegue Censore - è neces-
sario sfatare qualunque ipo-
tesi di accentramento sanita-
rio a vantaggio di alcune città
della Calabria che presuppor-
rebbe l’assorbimento di
importanti risorse professio-
nali e finanziarie che, inve-
ce, devono essere messe a
disposizione delle aree più
depauperate della nostra
regione”.
“I cittadini si attendono dalla
politica risposte concrete ed
immediate anche in virtù di
un nuovo riassetto dei servi-
zi che è necessario ridefinire
nella sua interezza per far sì
che la provincia di Vibo
Valentia rientri nei parametri
nazionali di accettabilità
della qualità della vita; ed è
per questo – conclude
Censore – che è necessaria la
massima attenzione a tutti i
livelli politici regionali
affinché si ponga rimedio
alle nefandezze che negli
anni passati hanno contribui-
to a portare allo sfascio la
sanità vibonese”. 
La società dei favori
Il Consigliere Regionale Censore si rivolge con un’appello a Regione e Magistratura 
“Il Nuovo ospedale di Vibo, una priorità che non può attendere”
Il nubifragio evidenzia la necessità di dotare il territorio di strutture sanitarie efficienti
Brunello Censore
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La Cisl chiede lo Stato di calamità
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