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08 Luglio 2006
B
ivona, una delle circo-
scrizioni della città di
Vibo Valentia tra quelle mag-
giormente colpite dall’allu-
vione dello scorso 3 Luglio,
è un lembo di costa in buona
parte delimitato dalla linea
ferrata delle Ferrovie dello
Stato. La innumerevole
quantità di acqua, che dalla
collina si è riversata a valle
verso il mare, facendo strari-
pare anche i fossi tra i quali
quello denominato “Santa
Anna”, ha trovato come
impedimento proprio la fer-
rovia che come un muro ha
provocato un disastroso
effetto diga. Lo stesso Lido
degli Aranci ha subito enor-
mi danni, perchè posizionato,
come ad esempio la Via del
Pescatore – più colpita da
acqua, fango e detriti -  pro-
prio nella porzione di terreno
piano antecedente la medesi-
ma linea ferrata. Per inten-
derci è come se una parte
cospicua della Frazione si
trovasse all’interno di una
vasca le cui pareti sono rap-
presentate a monte dalla
parte scoscesa della collina
ed a valle dalla ferrovia.
Diventa necessario, pertanto,
per evitare altre situazioni
drammatiche e comunque
per limitare danni, creare
delle feritoie che facciano
defluire l’acqua al mare.
C
on il milione di euro
subito messo a disposi-
zione dal Governatore
Agazio Loiero ed i cinque
stanziati dal Governo Prodi,
sono complessivamente sei i
milioni di euro, poco più di
10 miliardi delle vecchie lire,
disponibili per le prime
necessità. Secondo quanto
dichiarato dal responsabile
nazionale della Protezione
Civile, Guido Bertolaso,
durante la visita del presiden-
te Prodi “per utilizzare le
ruspe, per ripristinare le stra-
de, per quanto è indispensa-
bile alla rimozione delle
macerie. Interventi immedia-
ti che si renderanno indispen-
sabili nel corso di questa
prima settimana. Dopodichè
ci sarà uno stanziamento
superiore rispetto a questa
prima cifra che servirà per gli
indennizzi a quelli che hanno
subito i danni e per le opere
di ricostruzione o di ripristi-
no di quanto è stato danneg-
giato”.
Ma i danni sono davvero
incalcolabili. Potrebbero
dalle prime stime superare
anche i cento milioni di euro.
Infatti, secondo il sindaco
Franco Sammarco “I danni
sono difficilmente quantifi-
cabili, ma secondo me non
basteranno sicuramente 100
milioni di euro.  L’aver chia-
rito che queste somme stan-
ziate sono per le spese naces-
sarie all’avvio di quello che è
stato peraltro un tempestivo
intervento, può apparire una
somma forse credibile. Ma io
ho detto al Presidente Prodi
che mi attengo a quello che
lui ha detto. Ha parlato di una
Calabria e di una Vibo
Valentia a cui bisogna dare
delle risorse. Se sarà uomo di
parola Prodi – ha proseguito
il sindaco – dovrà mantenere
fede a quello che ha detto,
anche perché era con uomini
di governo calabresi che
sicuramente sosterranno il
nostro territorio che è il più
debole e vulnerabile d’Italia
e d’Europa. Al martirio eco-
nomico che stiamo  suben-
do– ha concluso Sammarco –
non può aggiungere quello
naturale di una frustrazione
che ulteriormente ci penaliz-
zii”.
(Nelle foto dall’alto: Il sin-
daco Franco Sammarco;
Bertolaso e Loiero in
Prefettura il 3 luglio; Prodi
al suo arrivo alla Scuola di
Polizia; Prodi durante la
conferenza stampa).
I
l drammatico evento che si
è verificato nel vibonese lo
scorso 3 luglio e che oltre ai
4 morti accertati,
ha causato deci-
ne di feriti e
danni incalcola-
bili all’economia
del territorio crea
altri problemi
alla politica e
non solo. Infatti,
sono state sospe-
se tutte le trattative politiche
in corso. L’attività ammini-
strativa di Comune capoluo-
go e Provincia è concentrata
sulle attività di emergenza:
acqua con sospette infiltra-
zioni di scarichi fognari,
mancanza di
energia elettrica,
strade interrotte
e, soprattutto
molte famiglie
rimaste prive di
abitazione e di
quanto necessa-
rio per la sopravvivenza.
Piove sul bagnato, come si
suol dire. E il futuro, le pro-
spettive di rilancio: peggio di
così …
Crisi Comune e Provincia di Vibo:
più lunghi i tempi della schiarita
Danni incalcolabili
S
ono da poco trascorse le
10,30. Ha iniziato a pio-
vere da pochi minuti. Il fra-
gore dei tuoni si è infittito
così come la pioggia che
cade sempre più
intensa. Il cielo è
diventato d’un gri-
gio più cupo men-
tre i vetri delle
finestre della nostra redazio-
ne si sono appannati: dal sof-
fitto comincia a scendere
acqua a catenelle. Si comin-
cia a raccogliere acqua nei
secchi, nei cestini
della spazzatura,
mentre cerchiamo
di evitare danni ai
computers ed agli
arredi. La maggior
parte delle attrez-
zature è fortunosa-
mente messa in
salvo tanto da garantirci la
pubblicazione del numero
odierno del nostro giornale,
La forza dell’acqua caduta
dal cielo tra le 11,00 e le
13,30 ha spostato delle tego-
le e le inevitabilli inflltrazio-
ni nel sottotetto hanno fatto
tutto il resto. 
E se nel centro cittadino
anche la nostra redazione
giornalistica subisce i danni
dell’alluvione, numerose
attività commerciali sono
state “colpite” dalla furia
delle acque. Tra
questi, tanto per
citarne alcuni, i
negozi Tempations
di Lo Schiavo,
Motivi,
Intimissimi, lo stu-
dio fotografico
Mangione.
Indubbiamente è
da rilevare anche
l’incuria e l’abban-
dono in cui versa-
no alcuni fabbricati
del centro i cui
immobili sono stati
locati a “peso
d’oro”: tetti rico-
perti da eternit, o
da tegole vecchissime. La
forza della natura, poi, ha
fatto tutto il resto…con pre-
giudizi seri all’attività. Nelle
foto, i danni che il maltempo
ha arrecato agli
esercizi commer-
ciali Intimissimi e
Motivi e due degli
antichi fabbricati
fatiscenti ubicati
nel centralissimo
C.so Vittorio
Emanuele III. 
(In sequenza dall’alto:
Corso Vittorio Emanuele III
intorno alle ore 13,00 del 3
luglio,  alla fine del diluvio è
ancora vivace il torrente di
fango e detriti; Alcuni dei
danni nei negozi Motivi e
Intimissimi; Fabricati fati-
scenti con il tetto in eternit)
L’alluvione non risparmia neanche
la redazione del nostro giornale
Ma ci sono anche numerosi esercizi commerciali
del centro cittadino che hanno subito danni notevoli
Le marinate colpite perl’effetto diga
N
onostante non abbia
subito i danni materiali
che si sono registrati altrove
nella provincia di Vibo
Valentia colpita dal nubifra-
gio dello scorso 3 luglio,
Pizzo è la città che paga il tri-
buto più alto in termini di
vite umane. Infatti, tre delle
quattro vittime
del maltempo
erano originari
e residenti
nella splendida
cittadina turi-
stica della
costa vibonese.
Per la morte di
Nicola De
Pascale e
Ulisse Gaglioti
(guardie giura-
te) e del picco-
lo Salvatore
Gaglioti, lo scorso 5 luglio
l’amministrazione comunale
Falcone ha proclamato una
giornata di lutto cittadino.
“Dopo Moby Prince – ha
affermato il primo cittadino –
la città vive un altro momen-
to di grande sofferenza e
commozione”.
Pizzo paga il tributo
più alto dell’alluvione
Tre delle quattro vittime del nubifragio erano napitine
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