4
15 Luglio 2006
BANCADI CREDITO COOPERATIVO
DI SAN CALOGERO
Sede: 89842 
San Calogero
(vv) - Viale della Musica
Tel. 0963 361084 - 0963 362145 - 0963 362147
Telefax 0963 361774
Filiali: 89864 
Spilinga
(vv) Piazza Italia, 6
Tel. 0963 65415 - Telefax 0963 65415
89851 
Mesiano di Filandari
(vv) Via Genovese
Tel. 0963 365561 - 0963 365562
89865 
Capo Vaticano
Ricadi
(vv)
Viale Giuseppe Berto -  Tel 0963 665384
C
ompie 62 anni a settem-
bre, originario di
Aversa, il Dott. Vincenzo
Greco (
nella foto
) è il
nuovo Prefetto di Vibo
Valentia. Si è insediato
qualche giorno fa al posto
della sua collega Paola
Basilone chiamata a Roma a
dirigere l’Ufficio Nazionale
Scorte del Ministero degli
Interni. Per i vibonesi, per-
tanto, si tratta del quinto
prefetto dopo Barillari,
Casilli, Tafaro e Basilone,
quest’ultima come si dice-
va, trasferita a Roma dopo
solo sette mesi dal suo inse-
diamento. Il nuovo Capo
dell’Ufficio Territoriale di
Governo, alla sua prima
nomina da prefetto (è stato
nominato con decreto del 27
dicembre 2005), ha ricevuto
i giornalisti lo scorso mer-
coledì 12 luglio. Ad essi ha
dichiarato: “
Intendo impo-
stare un corretto rapporto
con la stampa, al di fuori
da qualsiasi strumentaliz-
zazione. Allo stesso modo,
con gli Enti Locali e le
Istituzioni presenti sul ter-
ritorio, auspico stabilire un
concreto rapporto di colla-
borazione, anche se, sulle
varie questioni
– ha preci-
sato il Prefetto, non ultima
la seconda fase del capitolo
nubifragio – 
intendo muo-
vermi con molta cautela
”.
Proprio su questo tema e più
in particolare per ciò che
concerne il lavoro di soccor-
so e ripristino svolto dalla
protezione civile, dalle forze
dell’ordine e dai vari gruppi
di soccorritori Vincenzo
Greco ha affermato di aver
Potuto notare il lavoro
egregio esperito da tutti
”.
Incalzato dai cronisti sulle
varie problematiche del ter-
ritorio il neo-prefetto ha evi-
denziato “
l’intenzione di
occuparmi di tutti i casi
”. E
quando gli abbiamo chiesto,
in fase di prima nomina,
cosa si può provare venire in
una provincia che oltre ad
essere ultima in tutte le clas-
sifiche per qualità della vita,
ora è anche provata da que-
sti fatti drammatici dell’al-
luvione del 3 luglio, S.E. ci
ha così risposto: “
E’una
sfida personale ed un modo
per stimolare e profondere
il massimo impegno per
questo comprensorio
”.
Al Dott. Vincenzo Greco,
neo Prefetto di Vibo
Valentia, il benvenuto in
città, con gli auguri più sin-
ceri di un proficuo lavoro da
parte di tutta la redazione
del nostro giornale.
Vincenzo Greco, nuovo Prefetto di Vibo
T
utti pensavano che sareb-
be stato più semplice
quantificare i danni del nubi-
fragio. Ne era convinto per
primo il capo dipartimento
della Protezione Civile,
Guido Bertolaso, il quale
dopo aver stimato in cinque
milioni di euro le somme
necessarie per i primi inter-
venti aveva detto ai giornali-
sti che nell’arco di una setti-
mana sarebbe stato possibile
calcolare la quantità dei
fondi necessari per la rico-
struzione. Ma ad oggi ancora
non vi sono stime certe.
Secondo alcuni addetti ai
lavori, i danni a persone
case, imprese e strutture
pubbliche, potrebbero addi-
rittura superare i trecento
milioni di euro. Aquesti, se
ne aggiungerebbero qualche
migliaio indispensabile per
ripensare, dal punto di vista
ambientale e strutturale,
tutto il territorio provinciale
E’chiaro, pertanto, che biso-
gna fare di tutto per recupe-
rare innanzitutto quanto è
necessario per dare ristoro a
chi è stato vittima dell’allu-
vione per poi programmare il
prossimo futuro. Nell’opera
di censimento avviata, le
domande di risarcimento
stanno toccando quota
2.500.
Rispetto a queste esigenze
sono ben poca cosa le
somme già finanziate che si
riassumono nel prospetto
che segue:
Primo intervento del governo nazionale Prodi             5.000.000 
Primo intervento del governo regionale Loiero            1.000.000
Camera di Commercio Vibo Valentia
200.000
Carime
10.000.000 
(ancora non disponibile)
Comune di Ionadi                                                          3.000
Ordine dei medici Vibo Valentia
5.000
Banca Popolare di Crotone
100.000
Banca Popolare di Crotone
2.000.000 
(mutuo a tasso 0)
Nubifragio: I fondi sinora disponibili
Stime ancora incerte dei danni che potrebbero persino superare i trecento milioni di euro
di Gaetano Luciano
U
na società normale si
basa sul consenso e sulla
partecipazione dei suoi citta-
dini alle scelte della politica.
Tali scelte possono essere
accettate o criticate per
modificarle. In sostanza  il
motore di una moderna
società civile si basa sul
rispetto delle regole del
gioco che presuppongono un
principio fondamentale: l’e-
quità e l’applicazione della
legge.
La debolezza sociale e quindi
istituzionale soprattutto nelle
regioni meridionali è legata
alla separatezza  tra le regole
del gioco dettate dalle norme
di legge e i comportamenti
sociali.
Prendiamo ad esempio il
caso dell’inquinamento
ambientale che riguarda da
vicino i nostri paesi. Lungo
le strade che conducono ai
monti e al mare, lungo i letti
dei torrenti, trai i boschi e
sulle spiagge della costa
degli dei è una soluzione
senza continuità di rifiuti di
ogni genere. Tutto questo ha
a che fare con la politica e
con i suoi rappresentanti? In
parte, allorquando i preposti
alle istituzioni chiudono,
come si dice da queste parti,
un occhio e a volte tutti e
due. Ci sono luoghi dove il
fenomeno del deposito dei
rifiuti anche da risulta è
diventato cronico. Per tutti
cito il caso del cimitero del
capoluogo. Piccoli o medi
operatori economici senza
scrupoli ribaltano i loro
camions con i materiali di
risulta provenienti dalle
opere di ristrutturazione e ad
essi i si aggiungono i nume-
rosi cittadini solerti che si
liberano di stoviglie e  mate-
rassi.  Non si può fare niente
per reprimere tale fenomeno
e ristabilire le norme elemen-
tari della convivenza civile?
Gli appelli alle coscienze
civiche evidentemente non
bastano, bisogna escogitare
qualche altro intervento per
porre fine a queste squallide
operazioni di disdoro che
offendono il decoro delle
nostre città e dell’intero terri-
torio provinciale.
Il cittadino da queste nostre
parti, dunque, non sempre è
protagonista in positivo dei
processi di aggregazione e di
coesione sociale, ovvero non
considera il bene pubblico
come cosa propria da rispet-
tare. Il nostro imprinting cul-
turale che esalta le nostre
radici  Magno-greche nei
comportamenti pratici produ-
ce effetti di primitiva indi-
genza. Tutto quanto non è di
nostra proprietà può essere
oggetto della continua deva-
stazione.
Esiste poi il comportamento
dei proprietari di caseggiati e
di terreni abbandonati ubica-
ti nel cuore dei centri storici.
In generale si tratta di cittadi-
ni facoltosi che non intendo-
no muovere un dito per tene-
re in ordine le loro proprietà
a discapito del contesto urba-
no e ambientale dei propri
vicini ( non è difficile assi-
stere a passeggiate indistur-
bate di topi tra cumuli d’im-
mondizie e fogne a cielo
aperto). In questi casi le
Amministrazioni Comunali
possono e debbono interveni-
re senza guardare in faccia
nessuno. Si può sperare che i
nostri Sindaci e gli assessori
diano una mano d’aiuto pre-
miando le persone civili e
ricostruendo così il circuito
normale del rispetto recipro-
co? Si può sperare che qual-
che addetto alle cosa pubbli-
ca faccia una passeggiata a
piedi, con la propria fami-
glia, per constatare la situa-
zione di disagio? O dobbia-
mo sopportare la supremazia
dei comportamenti incivili
di arroganti e prepotenti,
appellandoci al Governo di
Roma per la soluzione di
quanto ci compete?
Il cittadino è un anello debole
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
COPYRIGHT © 2006 ..::*www.ilvibonese.com*::.. ALL RIGHTS RESERVE IN COLLABORAZIONE CON Ricette cucina